“Le due cose sono distinte: la dichiarazione di Moni Ovadia è quella di una persona libera in un Paese libero. Lui è caduto in un inganno per cui si è ritenuto che abbia espresso la sua opinione in una funzione istituzionale, quella del direttore del teatro di Ferrara, ma in realtà non è così e questo non ha compromesso il teatro”. Lo dice all’Adnkronos il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, commentando l’annuncio delle dimissioni da parte di Moni Ovadia da direttore generale del teatro Comunale di Ferrara.
Ha continua Sgarbi: “E’ nata la sensazione che il Consiglio comunale di Ferrara, essendo tutto contro di lui, dal Pd a Fratelli d’Italia, e da ultimo anche Italia Viva, potesse bocciare la richiesta di fondi per il teatro. Così lui si è dimesso per evitare che il teatro avesse un limite di finanziamenti per colpa sua”, spiega il sottosegretario alla Cultura. Che ribadisce: “Io chiedo al sindaco dunque di respingere le sue dimissioni”.






Ultimi commenti
Lepore, una bella lettera di saluto alla citta' di Bologna e poi le dimissioni, e' tutto qui....
Manca la ciliegina, oltre 100 miliardi di impegno spesa in riarmo annuali, destra o sinistra che sia, sommati alle spese energetiche triplicate grazie agli amici
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo
C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
Ariani certificati però, mansueti e sottomessi, meglio se anche masochisti d'annata e senza certificato antifascista, utile per saltare la fila.