Sono state rese note le motivazioni della sentenza con cui lo scorso novembre la Corte d’appello di Bologna, presieduta dal giudice Domenico Stigliano, ha confermato la condanna all’ergastolo per Giovanni Padovani, l’ex calciatore e modello che il 23 agosto del 2022 uccise a calci, pugni e martellate l’ex fidanzata Alessandra Matteuzzi, 56 anni, sotto casa della donna in via dell’Arcoveggio a Bologna.
L’imputato, secondo i giudici, “ha considerato la vittima come un oggetto di proprietà, non come una persona a cui riconoscere il diritto di esprimere una scelta di libertà o di dissenso”, si legge in uno dei passaggi. L’azione omicida, dunque, “è espressione di un intento ritorsivo dell’imputato verso l’insubordinazione della vittima, è una punizione per essere stato lasciato, per i presunti tradimenti da lui ossessivamente contestati alla vittima”.
“La reazione spropositata alla situazione in cui si trovava”, ha sottolineato la corte in un altro passaggio, “dimostra un’altissima capacità di delinquere, posto che uno stato di prostrazione è sfociato nel delitto crudo e terribile di cui si tratta”.
Padovani, secondo la ricostruzione di quanto accaduto, ha aspettato sotto casa l’ex compagna in attesa che quest’ultima tornasse dal lavoro, per poi aggredirla e colpirla più volte in rapida successione alla testa, al torace, alle braccia e alle gambe con calci, pugni e martellate e spingendola con violenza contro una panchina. La donna, gravemente ferita, morì qualche ora dopo all’ospedale Maggiore di Bologna.






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