Nuovo centro islamico Sassuolo, migliaia di firme per chiedere lo stop al progetto

preghiera islamica Islam tappetino – P

Ha già superato le cinquemila sottoscrizioni la raccolta di firme promossa dalle forze di centrodestra contro il progetto del centro islamico AlMedina di Sassuolo, destinato a diventare una delle strutture religiose più ampie dell’Emilia-Romagna. L’associazione islamica della cittadina modenese, fondata nel 1990, ha acquistato un nuovo grande spazio nel comparto “I Quadrati” a Braida, con l’intenzione di trasferire lì il luogo di culto che attualmente si trova in via Cavour.

“È comprensibile che migliaia di cittadini abbiano già firmato la petizione per chiedere lo stop al progetto. È un atto di dignità e di amore per la propria comunità”, ha commentato Elena Donazzan, europarlamentare di Fratelli d’Italia, secondo la quale “è singolare che l’amministrazione comunale abbia concesso il cambio di destinazione d’uso in tempi così rapidi: sarebbe interessante capire se la stessa disponibilità verrebbe mostrata anche nei confronti di un artigiano, di un imprenditore o di un cittadino qualsiasi”.

L’europarlamentare di Fratelli d’Italia ha sottolineato anche la necessità di una “maggiore chiarezza sull’origine dei fondi e sulla gestione economica del progetto”, invitando la comunità islamica alla “trasparenza nei flussi di denaro e nelle finalità sociali della struttura. Da dove provengono le risorse?”, si chiede Donazzan.

I rappresentanti della comunità islamica locale hanno descritto il nascente centro come “aperto a tutti i cittadini e con una vocazione sociale per l’intero territorio”. Un punto sul quale l’europarlamentare meloniana ha lanciato una sfida: “Se davvero il loro obiettivo è costruire un dialogo e promuovere l’integrazione, allora il primo passo potrebbe essere un’iniziativa contro la violenza sulle donne e per la piena libertà femminile, anche di non utilizzare il velo”.

“Il nostro obiettivo – ha concluso Donazzan – è difendere la nostra identità, la libertà delle donne e la sicurezza dei cittadini, contrastando con fermezza ogni forma di estremismo e ogni tentativo di creare società parallele sul territorio italiano. La comunità islamica dimostri con i fatti di essere all’altezza della sfida”.



Ci sono 2 commenti

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  1. Ipocrisia unica Dea

    I rappresentanti della comunità islamica hanno descritto il nascente centro come “aperto a tutti i cittadini e con una vocazione sociale per l’intero territorio”. Frase copiata dal manuale woke che significa un beato.
    Quale invece sarebbe la vocazione sociale di grazia? Le donne sono e restano sottomesse, gli infedeli e gli apostati meritano la morte, l’unica società possibile è quella prescritta dal cosiddetto libro verde, cioè la sharia, uno stato teocratico basato sul corano.
    E noi ci dovremmo pure credere?

    • kursk

      no, non ci dobbiamo pure credere…dobbiamo semplicemente avere fede (la loro).
      Vedono una Europa che a grandi balzi procede verso la completa islamizzazione,
      hanno il machete dalla parte del manico. Noi siamo gli agnelli da sacrificare.
      Daro’ loro molto filo da torcere.


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