La Direzione investigativa antimafia (Dia) di Bologna ha presentato il report sulle attività di contrasto all’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico e sociale del territorio.
Dai dati emerge che l’Emilia-Romagna è terza in Italia – dietro Campania e Sicilia – per numero di interdittive antimafia (provvedimenti prefettizi per vietare a un’impresa di partecipare a gare d’appalto o di ricevere concessioni e finanziamenti per il rischio concreto di influenze mafiose): un segnale ambivalente, rivelatore da una parte della presenza dello Stato nella lotta al fenomeno delle infiltrazioni mafiose, dall’altro però anche della presenza diffusa di tentativi di condizionamento dell’economia locale da parte delle cosche.
Nel 2024 sono state 109 le interdittive antimafia emesse in Emilia-Romagna (edilizia, agricoltura, trasporti e ristorazione i settori più interessati), 81 delle quali nella sola provincia di Reggio: una cifra complessivamente in aumento in regione (sono dieci in più rispetto al 2023, quando furono in totale 99) che pone il territorio emiliano-romagnolo sul terzo gradino di questa speciale classifica dopo Campania (241 interdittive) e la non lontana Sicilia (116), davanti a regioni del nord con economie comparabili come Lombardia (67 interdittive), Piemonte (27) e Veneto (8). A livello nazionale, nel 2024 è stato registrato un aumento del 13% dei provvedimenti interdittivi rispetto all’anno precedente (dai 675 del 2023 ai 764 dello scorso anno).

Come si legge nel rapporto della Dia, l’Emilia-Romagna “è una regione con un’economia relativamente solida, ma anche con alcune vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate dalla criminalità organizzata”. La presenza mafiosa più radicata in quasi tutto il territorio regionale è la ‘ndrangheta, ma sono presenti anche diramazioni della camorra (in particolare a Modena, a Bologna e in Romagna), di Cosa Nostra e della Sacra Corona Unita. Rilevante è anche la presenza di mafie straniere: quella nigeriana, quella albanese e quella pakistana.






Ultimi commenti
Già, è un sintomo della levatura e dell' acume dell' esimio politico!
Bla bla bla/glu glu: chi beve di più?!? Per prudenza, meglio aspettare...
Il "centralismo democratico" fa ancora scuola. Dopo aver discusso, anche per molto tempo, si sceglie quello che la maggioranza del partito vuole. Anche contro coscienza.
Secondo la collaudata e marmorea Kim Jong un theory. In alternativa miniera.
Quelle braccia rubate all'agricoltura, in attesa che molti estimatori lo gratififichino con uguali squallidi commenti se mai volesse privarci della sua presenza, potrebbero nell'attesa