Morte di papa Francesco, il cordoglio dell’Emilia-Romagna

papa Francesco di spalle – VA

Nella mattinata di lunedì 21 aprile il Vaticano ha annunciato la morte di papa Francesco, deceduto all’età di 88 anni – dopo dodici anni di pontificato – nella sua residenza a Casa Santa Marta.

La notizia, rilanciata immediatamente dagli organi di stampa di tutto il mondo, è stata accolta con commozione anche in Emilia-Romagna ed è stata seguita da innumerevoli messaggi di cordoglio e di ricordo del pontefice scomparso.

“Con grande dolore apprendiamo la notizia della scomparsa di papa Francesco. Una figura che ha saputo parlare al mondo intero, non solo alla comunità cattolica, con parole e gesti di disarmante semplicità e immenso significato”, lo ha ricordato il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale: “Una guida e una voce forte sui grandi temi dell’umanità: la giustizia sociale, la lotta alle disuguaglianze, l’accoglienza, il rispetto per il pianeta, la pace. Resterà viva in me la memoria della visita apostolica in Emilia-Romagna e delle udienze papali concesse nel 2019 all’Unione province d’Italia e nel 2020 alla delegazione di Ravenna. Nel documento Candor lucis aeternae, papa Francesco scrisse: ‘La vita è un cammino, spesso oscuro e faticoso, ma orientato alla speranza’. Una frase che racchiude l’essenza di un’esistenza vissuta con senso, impegno e fiducia nel futuro; parole che oggi parlano a tutti noi, indipendentemente dalla fede, e che ci portano a ricordarlo con immenso rispetto e gratitudine. Alla comunità cattolica e a tutte le persone che in papa Francesco hanno trovato un riferimento e una voce del cambiamento va il mio pensiero affettuoso unito al profondo cordoglio a nome di tutta la giunta regionale e dell’intera comunità dell’Emilia-Romagna”.

Per Maurizio Fabbri, presidente dell’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, “la comunità dell’Emilia-Romagna è in lutto: la morte di papa Francesco è motivo di dolore per tutti coloro che credono in un mondo di pace e senza guerre, dove dialogo e comprensione fanno tacere le armi. Dove vincono l’inclusione e l’attenzione agli ultimi. A nome di tutta l’assemblea legislativa esprimo le più sentite condoglianze per la scomparsa del pontefice, il cui ricordo resterà indelebile nei nostri cuori e nelle nostre menti”.

“Come sindaco e a nome della giunta della città di Reggio, esprimo il più profondo cordoglio per la perdita di Papa Francesco”, ha detto il sindaco di Reggio Marco Massari: “La sua figura, in questi dodici anni di pontificato, è stata modello di riferimento per credenti e non credenti. Il suo esempio, le sue parole, la sua umana fragilità (degli ultimi tempi) sono stati di esempio per tutti noi nel constatare quanto una voce possa essere potente anche nella sofferenza.
Il suo impegno civile per gli ultimi, la sua attenzione ai più umili, ai più soli, agli emarginati espresse nella pratica quotidiana, l’attenzione a tutte le forme di vita, riassumono il valore del suo testamento straordinario.
Parole concilianti di gentilezza, tenerezza, pace, fratellanza tra i popoli hanno fatto di lui un ambasciatore straordinario di quell’umanità fulcro centrale del cristianesimo”.

“Mancherà a tutti noi – ha aggiunto Massari – il suo costante richiamo ai valori profondissimi della pace intesa nella sua accezione più pura, senza compromessi, con attenzione prioritaria alle persone ancora prima delle idee. In momenti così travagliati della nostra storia a lui dobbiamo profonda riconoscenza per il suo impegno politico, contraltare ai venti di guerra che soffiano anche poco lontano da noi. La sua espressione ‘terza guerra mondiale a pezzi’ ha aperto gli occhi al mondo e ci ha sollecitati a opporci alla violenza in ogni sua forma.
Nella sua ultima omelia, il suo testamento umano e spirituale, ha detto: ‘Faccio appello a tutti quanti nel mondo hanno responsabilità politiche a non cedere alla logica della paura che chiude, ma ad usare le risorse a disposizione per aiutare i bisognosi, combattere la fame e favorire iniziative che promuovono lo sviluppo. Sono queste le ‘armi della pace’: quelle che costruiscono il futuro invece di seminare morte’.
Proveremo anche noi, nel rispetto dei nostri ruoli e nella quotidianità, a fare esercizio del suo insegnamento”.

“Esprimo il profondo cordoglio della città di Bologna per la scomparsa di papa Francesco”, ha detto il sindaco di Bologna Matteo Lepore: “Nel suo pontificato ha fortemente voluto e saputo rimettere al centro le periferie del mondo e quelle dell’esistenza, delle fragilità. Delle sue ultime parole di questi giorni continua a risuonare l’amore per gli altri e l’impegno per la pace, un grido di speranza per il mondo intero, per quanti credono che sia la sola risposta necessaria. Ha sempre speso il suo pontificato tra la gente, chiedendoci di pensare agli ultimi, all’ambiente e alle ingiustizie. Conserveremo nella memoria, tra le tante cose, la presenza e l’attenzione per la nostra città, che oggi lo piange e lo ricorderà con gratitudine”.

Così invece il sindaco di Modena Massimo Mezzetti: “La scomparsa di papa Francesco ci lascia sgomenti. La forza e la nettezza con cui ha retto il suo pontificato in questi dodici anni ha dato speranza a tutto il mondo. Papa Francesco ha costruito una chiesa inclusiva e ne ha riformato, non senza ostacoli, tanti aspetti. La sua azione riformista, fortemente legata all’attenzione agli ultimi, ai più fragili e ai diseredati del mondo rimarrà nei cuori dei credenti e di chi non crede così come i suoi messaggi continui e accorati contro ogni guerra. Esprimo cordoglio, a titolo personale e a nome della città, al vescovo e all’arcidiocesi di Modena e Nonantola e a tutta la comunità dei credenti cattolici. Da oggi siamo tutti più poveri. Che la terra gli sia lieve”.

Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia-Romagna, ha ricordato il pontefice con una sua frase: “’Potremmo così dire che la cooperazione è un altro modo di declinare la prossimità che Gesù ha insegnato nel Vangelo. Farsi prossimo significa impedire che l’altro rimanga in ostaggio dell’inferno della solitudine’. Vogliamo ricordare papa Francesco con queste sue parole pronunciate il 16 marzo 2019 in aula Paolo VI in Vaticano, in occasione dell’udienza per il centenario della Confederazione delle cooperative italiane. Papa Francesco ci ha costantemente insegnato a declinare in ogni ambito del nostro impegno quotidiano quei valori di mutualismo, inclusione, solidarietà e attenzione agli ultimi e ai più fragili, che rappresentano il tratto distintivo dell’impresa cooperativa. Continueremo a fare memoria del suo insegnamento e del suo grande magistero sociale, un vero faro per un’organizzazione come la nostra che si richiama alla dottrina sociale della Chiesa. Tutta la comunità di Confcooperative Emilia-Romagna si stringe nella preghiera e nel pensiero per la scomparsa di papa Francesco”.

Per l’avvocato Giovanni Tarquini, capogruppo in consiglio comunale della lista Civica per Reggio e presidente dell’associazione Reggio Civica, “Papa Francesco ha lasciato questo mondo nel giorno della manifestazione degli angeli al Santo Sepolcro. Il suo messaggio universale di pace e fratellanza resta scolpito sul volto delle sue ultime sofferenze e nel ricordo di lui, solo, inginocchiato davanti al crocifisso di San Marcello per la Pasqua dell’anno della pandemia. Stringe il cuore salutare un uomo che con la sua semplicità, le sue parole vere e il suo sguardo pieno di umanità ha toccato l’anima di tutti. Ci lascia un esempio immenso di amore, di coraggio e di fede vissuta ogni giorno, con umiltà. Ci mancherà la sua voce, capace di far sentire il mondo un po’ più umano”.

“Oggi tutto il mondo piange papa Francesco”, ha detto invece Luigi Bottazzi, “e anch’io nel mio piccolo ho un profondo rimpianto e un grande commozione per la ‘dipartita’ al cielo di papa Francesco. Ricordo con grande commozione l’incontro del 25 settembre 2023, quando in piazza San Pietro, all’udienza generale, ebbi la possibilità, con la mia famiglia e grazie a mons. Tiziano Ghirelli, di poter presentare al Santo Padre il mio libro sulla scuola di formazione sociale per laici dei Gesuiti di Baragalla, dove fui un allievo, tra gli oltre cento giovani e ragazze, venuti dalle diocesi dell’Emilia occidentale agli inizi degli anni Sessanta. Mi disse, tra l’altro: non dimentichi gli insegnamenti dei miei confratelli, ma veda di applicarli con entusiasmo! ‘Grazie’, gli risposi con le lacrime agli occhi. Preghiamo per lui, ringraziandolo di cuore”.