La giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Modena Barbara Malvasi ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile avanzata dai genitori e dai fratelli di Laila El Harim, la donna di 40 anni originaria del Marocco – ma residente in Italia da vent’anni, con un compagno e una figlia di 5 anni – che ha perso la vita lo scorso 3 agosto in un incidente sul lavoro all’interno dell’azienda di packaging Bombonette di Camposanto sul Panaro, in provincia di Modena.
La vittima, secondo la ricostruzione dei fatti, sarebbe deceduta dopo essere rimasta incastrata e schiacciata in una fustellatrice (un macchinario che serve per sagomare, e quindi tagliare con precisione, diversi tipi di materiali) che la donna stava controllando mentre quest’ultima era già nella fase di pre-avviamento, dunque in movimento. Secondo l’accusa il macchinario sarebbe stato modificato rispetto al manuale d’uso, con l’aggiunta di pareggiatori in gomma da regolare manualmente (non previsti) in assenza di adeguate protezioni.
In seguito alla morte dell’operaia la procura di Modena (con il pubblico ministero Maria Angela Sighicelli) ha aperto un’inchiesta che al momento vede imputate due persone: il fondatore dell’azienda Fiano Setti, 86 anni, e il datore di lavoro Jacopo Setti, 31 anni. La costituzione di parte civile per i parenti di Laila El Harim è stata ammessa sia nei confronti dei due imputati che della stessa azienda. L’udienza preliminare è stata aggiornata al prossimo 13 ottobre.






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Un tetto ci vuole perché ci sono classi con così tanti stranieri per cui si rimane continuamente indietro con i programmi. La scuola ha il […]
Il festival della moda non va bene????in città ci sono molti reggiani vecchi e giovani che gradirebbero questo evento....non esiste soltanto organizzare uno spettacolo musicale
L'Europa, questa Europa, si è semplicemente allargata troppo, come l'impero Romano e ora sta implodendo. .
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