Modena, sì Carta lavoratori dello spettacolo

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Promuovere una Carta dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori della cultura e dello spettacolo. È l’invito espresso dal Consiglio comunale di Modena che ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno proposto da Camilla Scarpa (Sinistra per Modena, con le firme anche di Pd e Modena civica) ed emendato su richiesta di Enrica Manenti (Movimento 5 stelle).

Il documento invita l’Amministrazione comunale a promuovere un percorso per produrre una regolamentazione, concordata con le organizzazione sindacali, per garantire diritti e tutele anche nel settore della cultura nel quale, come evidenziato nelle premesse, esiste un problema di riconoscimento di ruolo, funzioni e diritti ed è frequente il ricorso a contratti precari e discontinui e al lavoro gratuito o sottopagato, e che, inoltre, è uno dei settori che ha maggiormente subito gli effetti della crisi economica e sociale generata dalla pandemia.

Gli obiettivi della Carta dei diritti, specifica l’ordine del giorno, dovrebbero essere il contrasto al lavoro irregolare, l’applicazione dei Contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e rappresentative, la tutela negli appalti e negli affidamenti pubblici; il riconoscimento ai lavoratori autonomi dei minimi contrattuali e di tutele specifiche, l’applicazione di buone pratiche contrattuali. Accogliendo l’emendamento, l’ordine del giorno invita, inoltre, l’Amministrazione a porre la massima attenzione alle tutele nell’affidamento di incarichi e nelle gare di appalto e a verificare che nelle collaborazioni con il volontariato sia rigorosamente rispettata la funzione di sussidiarietà del volontariato stesso, “che non si tratti, cioè – come ha sottolineato la consigliera Manenti – di sostituzione di personale retribuito e che sia chiara la distinzione tra le attività dei volontari e le prestazioni professionali degli operatori coinvolti”.

Il documento, infine, invita anche l’amministrazione a predisporre un piano di monitoraggio del protocollo e a continuare a sollecitare in tutte le sedi istituzionali un maggiore finanziamento per il settore culturale.

Aprendo il dibattito, Irene Guadagnini (Pd) ha posto l’attenzione sulla confusione, “particolarmente lesiva, tra professionismo e non professionismo nel mondo dello spettacolo. Come amministrazione dobbiamo una risposta agli artisti e ai tecnici che operano in questo settore, non solo perché è giusto e tutela il lavoro ma anche per un’attenzione alla nostra realtà modenese, nella quale il lavoro dello spettacolo è cresciuto e ha assunto dimensioni non irrilevanti”. Ilaria Franchini ha ribadito come la pandemia abbia dimostrato “sia l’importanza della cultura nella vita di tutti, sia l’assenza completa di tutele per i professionisti dello spettacolo. L’ordine del giorno afferma il valore e l’importanza della cultura per la coesione sociale e per la creazione di benessere e di Pil”. Importante anche, per la consigliera, il richiamo alla necessità di sostenere le piccole realtà culturali, “importanti per la città e il territorio”.

Giovanni Silingardi (Movimento 5 stelle) ha sottolineato come l’ordine del giorno affronti il tema “dal lato della tutela del lavoro e non solo economica, per quanto importante. Questo è un settore centrale nel nostro Paese: non possiamo non ritenerlo un’eccellenza e, quindi, dobbiamo essere attenti e mettere il focus sulle condizioni dei lavoratori”.



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