È stato condannato all’obbligo di firma il “no mask” arrestato dopo aver cercato di entrare senza mascherina in Consiglio comunale, mentre era in corso una seduta, aggredendo poi due operatori della Polizia locale di Modena che ne hanno stoppato il tentativo. L’uomo, un 72enne, nel pomeriggio di giovedì 24 giugno ha nuovamente provato a introdursi nell’aula consiliare, tre settimane dopo aver interrotto una seduta dell’Assemblea. La misura cautelare è stata emessa dal Tribunale a seguito del processo per direttissima.
L’episodio è avvenuto intorno alle 18.30 e decisivo è stato l’intervento degli operatori della Polizia locale presenti nel Palazzo comunale, come di consueto in occasione delle sedute dell’Assemblea, che hanno fermato il 72enne e un’altra persona che era con lui (estranea ai fatti contestati). L’uomo, invitato ad allontanarsi dal Municipio, ha tuttavia dato in escandescenze e ne è nata una colluttazione, proseguita in piazza Grande, alla conclusione della quale ha colpito un operatore e ha lanciato una bicicletta contro un altro. Alla fine il “no mask”, che ha diversi precedenti alle spalle, è stato bloccato e accompagnato al Comando di via Galilei, dove è stato formalmente accusato di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale; inoltre, è stato trovato in possesso di un coltellino e quindi gli è stato contestato anche il reato di porto di oggetti atti a offendere. I due operatori della Polizia locale, invece, hanno dovuto far ricorso alle cure del pronto soccorso dell’ospedale a causa delle lievi lesioni riportate durante l’accaduto.
Dopo aver trascorso la notte nelle celle di sicurezza, nella mattinata di oggi il 72enne è stato accompagnato in Tribunale, dove, dopo la convalida dell’arresto, il giudice ha ordinato a suo carico l’obbligo di presentazione negli uffici delle forze dell’ordine. Nelle prossime settimane l’uomo dovrà tornare in aula per il giudizio; se non dovesse rispettare la misura cautelare, il provvedimento potrà essere inasprito dall’autorità giudiziaria.







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno