Il sindacato Cisl Funzione pubblica dell’Emilia Centrale ha denunciato che la situazione degli operatori sanitari modenesi è ormai “drammatica”, con oltre 350 persone contagiate tra l’azienda Usl e l’azienda ospedaliero-universitaria emiliana: “Dopo essersi messi a disposizione per fronteggiare la prima ondata pandemica, aver cercato di ridurre le liste d’attesa e affrontato la massiccia campagna vaccinale, adesso gli operatori sanitari sono allo stremo”, ha spiegato il sindacalista Alfonso Bracigliano.
“Da mesi non effettuano ferie e riposi, mentre aumentano le ore di lavoro straordinario. Stiamo assistendo a una continua riconversione di posti letto e reparti da ordinari a Covid, ma allo stesso tempo sono esplosi i contagi tra i lavoratori impegnati nelle corsie e nei servizi”.
Ad oggi si registrano oltre 160 casi di positività tra il personale dell’Ausl e oltre 180 tra lavoratori e lavoratrici del Policlinico di Modena. Nonostante questi numeri, ha denunciato Bracigliano, l’Ausl di Modena “ha sospeso fino al 23 gennaio i tamponi di screening tra gli operatori, adducendo ragioni di riorganizzazione”. Per il sindacalista della Cisl Funzione pubblica dell’Emilia Centrale “c’è un disperato bisogno di immettere forze fresche nel servizio sanitario nazionale e di superare il blocco del turnover”.






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