La procura di Modena ha chiuso le indagini relative alla morte di Laila El Harim, l’operaia di 40 anni originaria del Marocco che perse la vita lo scorso 3 agosto in un incidente sul lavoro nell’azienda di packaging Bombonette di Camposanto sul Panaro, in provincia di Modena; la donna morì schiacciata da una fustellatrice, un macchinario utilizzato per tagliare con precisione carta e cartone.
L’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Maria Angela Sighicelli, ha sottolineato come la fustellatrice sarebbe stata modificata rispetto al manuale d’uso: in particolare sono state riscontrate l’aggiunta di pareggiatori in gomma da regolare manualmente, non previsti, e l’assenza di una protezione, che al contrario era prevista dal manuale. La vittima, secondo la ricostruzione di quando accaduto, sarebbe entrata nel macchinario nella fase di pre-avviamento proprio per regolare i pareggiatori e cambiare il formato in lavorazione in quel momento.
Sono due le persone indagate: il fondatore e legale rappresentante dell’azienda e il nipote di quest’ultimo, che ha il ruolo di delegato alla sicurezza. Sono accusati di omicidio colposo aggravato in concorso: a entrambi vengono contestate una serie di omissioni riguardanti la valutazione del rischio e i requisiti di sicurezza, oltre alla mancata formazione dell’operaia.






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