La procura di Modena ha chiuso le indagini relative alla morte di Laila El Harim, l’operaia di 40 anni originaria del Marocco che perse la vita lo scorso 3 agosto in un incidente sul lavoro nell’azienda di packaging Bombonette di Camposanto sul Panaro, in provincia di Modena; la donna morì schiacciata da una fustellatrice, un macchinario utilizzato per tagliare con precisione carta e cartone.
L’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Maria Angela Sighicelli, ha sottolineato come la fustellatrice sarebbe stata modificata rispetto al manuale d’uso: in particolare sono state riscontrate l’aggiunta di pareggiatori in gomma da regolare manualmente, non previsti, e l’assenza di una protezione, che al contrario era prevista dal manuale. La vittima, secondo la ricostruzione di quando accaduto, sarebbe entrata nel macchinario nella fase di pre-avviamento proprio per regolare i pareggiatori e cambiare il formato in lavorazione in quel momento.
Sono due le persone indagate: il fondatore e legale rappresentante dell’azienda e il nipote di quest’ultimo, che ha il ruolo di delegato alla sicurezza. Sono accusati di omicidio colposo aggravato in concorso: a entrambi vengono contestate una serie di omissioni riguardanti la valutazione del rischio e i requisiti di sicurezza, oltre alla mancata formazione dell’operaia.







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno