La rapida avanzata della variante omicron del nuovo coronavirus sta contribuendo a far tingere di rosso scuro (il colore che caratterizza i territori in cui l’incidenza dei contagi è particolarmente elevata) quasi tutto il vecchio continente nella cartina elaborata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc): osservando la mappa aggiornata alla data del 20 gennaio, che riporta il tasso di incidenza dei contagi da virus Sars-CoV-2, è infatti immediatamente visibile l’ennesimo peggioramento della situazione in tutta Europa rispetto alla rilevazione precedente.
Ormai solo la maggior parte della Polonia, una metà circa del territorio nazionale della Romania e una singola regione dell’Ungheria sono caratterizzate dal colore rosso (e non rosso scuro), che indica in ogni caso territori in cui l’incidenza dei contagi è comunque elevata, mentre tutti gli altri paesi monitorati – compresa l’Italia – sono interamente contrassegnati dal colore rosso scuro, a conferma di una situazione complicata e da tenere sotto stretto controllo. Sono sparite del tutto, invece, sia le zone arancioni che le zone verdi, i colori che indicavano situazioni in cui la circolazione del virus era rispettivamente moderata e modesta.
Per quanto riguarda l’Italia, tutte le regioni e le province autonome del paese sono ancora in zona rosso scuro. Il sistema di monitoraggio dell’Ecdc, basato sui dati trasmessi dagli Stati membri dell’Unione europea al sistema Tessy (The European Surveillance System), è comunque del tutto indipendente dal sistema dei colori previsto dalla legislazione italiana, che prende in considerazione altri parametri (in particolare la pressione sulle strutture ospedaliere) e che vede ad esempio l’Emilia-Romagna in zona gialla.






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