Nella seduta di giovedì 23 dicembre il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale in seguito agli eventi meteorologici che si sono verificati nei primi giorni di dicembre nel territorio delle province di Modena, Bologna, Ferrara e Reggio, con danni ingenti soprattutto nel Modenese in seguito all’alluvione causata dalla rottura di un argine del fiume Panaro.
Il governo ha accompagnato il riconoscimento dello stato di emergenza con uno stanziamento iniziale di 17,6 milioni di euro che sarà utilizzato per coprire i primi interventi di soccorso alla popolazione e di ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di rete.
“È un ottimo risultato, ottenuto in nemmeno venti giorni dalla nostra richiesta, e in attesa di tutte le altre risorse necessarie”, hanno commentato il presidente della Regione Stefano Bonaccini e l’assessora regionale alla Protezione civile Irene Priolo: “Ringraziamo il presidente Conte e il governo per la rapidità della decisione, rapidità che mai come adesso serve per dare sostegno alle comunità colpite, ai cittadini, alle famiglie, alle attività e alle imprese”.
Lo stato di emergenza nazionale è il primo passo per tutte le procedure necessarie al riconoscimento dei fondi per risarcire tutti i danni, sia pubblici che privati: “Vogliamo continuare ad andare veloci: è già stata attivata la ricognizione per i danni ai privati e alle attività produttive tramite i Comuni interessati”, hanno ricordato Bonaccini e Priolo.
Una volta terminata questa fase, sarà comunicato al governo l’ammontare del fabbisogno: “Questo riconoscimento dello stato d’emergenza ottenuto adesso ci consentirà di accedere anche a risorse specifiche della legge Finanziaria 2020. Per quanto riguarda i 17,6 milioni, per la nostra Regione si tratta del più alto riconoscimento di sempre di risorse legate alla prima deliberazione dello stato d’emergenza. Avevamo chiesto al governo rapidità, e rapidità c’è stata; la Regione, come già avvenuto in passato, continuerà a fare la propria parte in prima persona”.






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