“M. L’Uomo della Provvidenza”

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Narrazione e documentazione storica si fondono ritmicamente anche in “M. L’Uomo Della Provvidenza”, il secondo capitolo della saga di Scurati sulla vita di Benito Mussolini, sull’Italia post Grande guerra e sulla conquista dello Stato liberale compiuta dal fascismo.

Se Mussolini in “M. Il Figlio del Secolo” è arrivato al potere con un ritmo in levare, sincopato che ha scompaginato la partitura della politica dello Stato liberale (compresa quella rivoluzionaria dei socialisti); nel secondo capitolo il ritmo musicale cambia passo. Assomiglia, soprattutto, al Fox-trot, ma in certi momenti è il tango argentino che balza in primo piano. Si acconcia perfettamente al coup de théâtre della firma dei Patti lateranensi, nel febbraio del 1929. Per papa Pio XI Benito Mussolini, il Duce, diviene l’Uomo Della Provvidenza. Così, il socialista “mangiapreti” di un tempo si è trasformato, non solo nel capo del fascismo, ma anche in colui che ha posto fine alla frattura fra Chiesa cattolica e Stato unitario, causata dalla “breccia di Porta Pia”, nel settembre del 1870.

Questo secondo capitolo inizia nel 1925 quando, superata la crisi provocata dal delitto Matteotti, ormai lo Stato liberale stava per essere totalmente conquistato, con la compiacenza di sua maestà Vittorio Emanuele III, e tutta la vecchia classe politica – con l’emblematica eccezione di Giovanni Amendola, che pagherà con la vita la sua “ostinata” opposizione – si era inchinata al nuovo padrone.

«In loro, nei gregari, idiotici e inesausti come cani da slitta, lui troverà la sua forza. La politica non è certo una scienza, la politica è arte, divinazione istantanea. Fuori dalla politica, vivere è vegetare, ma vivere, per lui è un’altra cosa. Vivere, per lui, è lotta, rischio, tenacia. Benito Mussolini s’incammina di scatto ed esce sul balcone … un’ovazione di puro entusiasmo sale verso la facciata rinascimentale di Palazzo Chigi». E buona notte al passato, ora è il futuro, per il Duce, quello che conta. Gli unici oppositori organizzati (che pensano ancora che la politica sia scienza) sono i comunisti, come il nuovo capo della polizia Bocchini rapporta a Mussolini.

Scurati apre il nuovo romanzo soffermandosi dettagliatamente sulle cattive condizioni di salute del corpo di Mussolini, quel corpo che diverrà, poi, oggetto di ostentazione virile e perno della propaganda del regime. Un corpo che subirà più attentati dopo il 1925, ma dai quali uscirà indenne e dominatore dell’Italia: normalizzando il PNF, assoggettando a sé la grande borghesia come la piccola, trasformando gli italiani in un popolo di delatori, disperdendo l’opposizione o all’estero o confinandola o imprigionandola. È ciò che accade all’onorevole Antonio Gramsci, segretario del Partito comunista d’Italia, arrestatol’8 novembre 1926, la cui cattura ufficializzerà la morte dello Statuto albertino, che aveva regolato i rapporti costituzionale e politici dell’Italia post unitaria.

Nei brevi e incalzanti capitoli, dieci anni di storia d’Italia scorrono sotto gli occhi del lettore. Si vola anche dall’Italia in Libia, dove il giovane colonnello Graziani conquista la colonia, senza nessun scrupolo morale, fino al confine con l’Egitto; si torna Italia, dove Mussolini, sigillato il suo potere sulla nazione con il plebiscito del marzo 1929, può inaugurare, nel decennale della marcia su Roma, il 28 ottobre 1932, la “Terza Roma”, ricavata dopo aver raschiato via «tre intere età dell’uomo; Medioevo, Rinascimento ed epoca barocca». E aprendo, il giorno dopo, al Palazzo delle Esposizioni, la mostra della rivoluzione fascista, chiude definitivamente anche con il suo passato che si chiama Margherita Sarfatti, colei che ebbe un ruolo importante nella sua ascesa politica. L’ex amante le nega l’ingresso al Palazzo delle Esposizioni, non ha più bisogno di lei.

Chiudono il libro sintetiche schede biografiche dei principali personaggi che abbiamo incontrato pagina dopo pagina.

Antonio Scurati, M. L’Uomo Della Provvidenza, Bompiani, Milano 2020, pp. 645, 23,00 euro (recensione di Glauco Bertani).

(Si ringrazia la Libreria del Teatro, via Crispi 6, Reggio Emilia).

I nostri voti


Stile narrativo
8
Tematica
8
Potenzialità di mercato
8




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