Nella notte tra il 26 e il 27 settembre è morto, all’età di 65 anni, il diacono permanente Lorenzo Ponti: era ricoverato da alcuni giorni nella casa di cura privata Villa Verde di Reggio Emilia. Lascia la moglie Anna Cantarelli e i figli Giorgia, Daniele, Giuseppe e Federica, la madre Enza, le sorelle Patrizia e Cinzia e il fratello Vincenzo.
La camera ardente sarà aperta lunedì 28 settembre dalle 10.30 alle 18.30 alla casa funeraria Reverberi di Reggio, in via Terezin. Martedì 29 settembre, alle 8.30, la salma partirà da lì per la chiesa parrocchiale di San Floriano di Gavassa, dove alle 9 sarà celebrato il funerale. Dopo le esequie, Lorenzo Ponti riposerà nel cimitero di Massenzatico.
Originario del quartiere di Roncina, a Reggio, alla metà degli anni Novanta si era trasferito insieme alla famiglia a Gavassa, dove si era riavvicinato alla vita cristiana, fino a ricevere l’ordinazione diaconale il 10 gennaio 2015 nella cattedrale di Reggio dal vescovo Massimo Camisasca.
“Lorenzo ha vissuto con generosità il suo ministero privilegiando gli ultimi e i fragili. Era un punto di riferimento per l’intera frazione di Gavassa e non solo per la comunità ecclesiale. Si è speso per incontrare e accogliere tutti oltre ogni appartenenza”, lo ricorda la Chiesa reggiana.
Nella comunità parrocchiale si era impegnato nell’accompagnare i giovani e il campeggio estivo, insieme alla moglie Anna. In seguito, da diacono, ha coordinato il Centro d’ascolto dell’unità pastorale San Paolo VI e ha collaborato con la Caritas diocesana e l’associazione Nuovamente di Reggio. Dal 2016 al 2024 è stato anche referente diocesano del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa.
Appassionato di dialetto e storia locale, ha curato per anni rubriche su questi temi sulle pagine del settimanale diocesano La Libertà, in particolare “I nostri santi – le nostre chiese”, insieme a don Augusto Gambarelli. È stato anche autore di libri.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu