Lockdown, il chiarimento della Regione: per le persone con disabilità mentale spostamenti consentiti in casi specifici

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In queste settimane di lockdown è quasi un’emergenza nell’emergenza la condizione in cui si trovano le persone con disabilità intellettiva o psichica potenzialmente correlata a crisi comportamentali, per le quali le misure restrittive di contenimento per combattere l’epidemia di Coronavirus e la prolungata permanenza in casa rischiano di causare situazioni insostenibili.

La Regione Emilia-Romagna, sulla base delle segnalazioni arrivate dalle associazioni che si occupano di disabilità, ha fornito chiarimenti al riguardo facendo riferimento alle risposte ad analoghe richieste da parte dell’Ufficio per le persone con disabilità della presidenza del Consiglio dei ministri.

La persona disabile, o con problemi fisici o psichici, può uscire di casa per effettuare attività fisica o altre attività correlate alla propria condizione di salute – eventualmente accompagnata da un familiare o da chi lo assiste – solo se strettamente necessario e osservando in ogni caso le regole di distanziamento sociale previste dai recenti decreti.

Come per tutte le uscite dal proprio domicilio per motivi di salute, anche in questo caso la situazione deve essere autocertificata attraverso i moduli pubblicati sul sito del Ministero dell’Interno e utilizzati da tutti i cittadini che ne abbiano necessità. A supporto dell’autocertificazione, inoltre, le aziende Usl (su richiesta dell’interessato o del familiare che lo rappresenta) rilasceranno una certificazione che attesti la condizione o lo stato di disabilità della persona e le eventuali ulteriori informazioni ritenute necessarie.

“Le persone con disabilità e le loro famiglie stanno affrontando grandi difficoltà a causa dell’emergenza e delle misure restrittive per contenere il virus. Siamo in costante contatto con le associazioni che si occupano di disabilità, che ci segnalano le diverse criticità”, ha spiegato la vicepresidente della Regione con delega alle disuguaglianze Elly Schlein.

“Si sono interrotti le abitudini e i percorsi educativi a causa della sospensione dei servizi educativi, di centri diurni e laboratori. Per questo stiamo lavorando con i Comuni, gli enti gestori dei servizi e i sindacati per individuare protocolli condivisi su prestazioni individuali di supporto alle famiglie durante l’emergenza. Molti Comuni si sono già attivati con soluzioni mirate, con l’aiuto degli educatori, altri hanno messo in campo buone pratiche”.

Martedì 31 marzo la vicepresidente Schlein incontrerà in videoconferenza i rappresentanti regionali di Fish (la Federazione italiana per il superamento dell’handicap) e Fand (Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità) e la presidente del Comitato paralimpico regionale, Melissa Milani, per fare il punto sulle criticità e le soluzioni di supporto.



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