“Liam Gallagher – Knebworth 22”, al cinema 26 anni di storia della musica

Liam Gallagher Knebworth 22
7.5

Liam Gallagher è tornato a Knebworth all’inizio di quest’anno, ventisei anni dopo gli storici concerti degli Oasis del 1996 e contestualmente alla pubblicazione del terzo album da solista “C’mon You Know” – che è valso la conquista del suo terzo numero uno nella classifica degli album in UK – raccogliendo, oltre ogni aspettativa, 170.000 spettatori.


Due giorni straordinari, la cui storia ora diventa un film: “Liam Gallagher – Knebworth 22”, che debutterà nei cinema italiani solo il 17 e il 18 novembre (distribuito sul nostro territorio da Nexo Digital e in collaborazione con i media partner Radio Deejay, MYmovies.it e Live Nation).

Deus ex machina del processo produttivo è la triade Trafalgar Releasing, Warner Music Entertainment e Mtv Entertainment Studios.

Le proiezioni in sala saranno arricchite da due canzoni aggiuntive, tratte dall’esibizione di Knebworth, che saranno suonate in chiusura del docu-film: un contenuto esclusivo per le sale cinematografiche che non apparirà in nessun’altra uscita del film e che i fan potranno godersi solo sul grande schermo e in questa precisa occasione.

Diretto da Toby L (la cui filmografia parla da sola: “Foals – Rip Up The Road” / “Olivia Rodrigo – Sour Prom” / “Tonight with Arlo Parks” / “Bastille – ReOrchestrated” / “Rihanna – 777”), il documentario riporta Liam Gallagher nel luogo delle esibizioni più importanti della sua ex band, mettendo insieme un’infinità di materiale sicuramente prezioso per l’immensa comunità di aficionados di tutto il pianeta.

Interviste inedite, dietro le quinte e filmati dei concerti ripresi da 20 camere si mischiano alla ricerca di storie e punti di vista di collaboratori e fan di diverse generazioni e provenienti da tutto il mondo; con lo scopo di andare a creare un confronto – e questo è forse il vero punto di forza di tutto il film – tra il contesto emotivo e sociale degli spettacoli degli anni ’90 e il tumulto dell’epoca attuale.

“Volevamo aggiungere un altro livello alla storia di Liam Gallagher, celebrando il suo ritorno in un luogo così sacro come artista solista”, racconta il regista, “ma anche condividendone la luce con coloro che rendono Knebworth un luogo così importante: le persone. Pochi spettacoli raggiungeranno mai una tale portata e pochi momenti preziosi come quello vissuto all’inizio dell’estate possono significare tantissimo per tante persone. In un momento in cui è facile sentirsi impotenti di fronte al peso del mondo che ci circonda, speriamo che questo film possa essere un piccolo promemoria di ciò che siamo in grado di superare. È una lettera d’amore alla musica dal vivo e all’essere di nuovo insieme”.

Galvanizzato anche Gallagher, che si dichiara ancora sotto shock per aver potuto suonare a Knebworth due sere di fila e 26 anni dopo averci suonato con gli Oasis: “Sto ancora cercando di capacitarmene. Aver suonato per più generazioni nello stesso luogo a così tanti anni di distanza è stato biblico, anzi qualcosa di più. Sono felice di averlo documentato. Per me Knebworth è stato e sarà sempre una celebrazione dei fan e della musica. Godetevi il film e rifacciamolo tra altri 26 anni”.


Un’intimidazione ragionevole se, come dichiara Kate Shepherd, managing director di Warner Music Entertainment UK, rispetto a un artista all’apice delle sue capacità, “questo film dimostra che Liam è una delle più grandi rockstar britanniche di sempre e che la portata del suo lavoro è più forte che mai”.

Perché Liam Gallagher funziona e funzionerà sempre, e non solo in assenza di proposte migliori. Lui dà ancora quello che le persone vogliono da lui e non ha nulla a che vedere con novità e sperimentazioni. Il punto di forza: la trasversalità multigenerazionale; condita da imprese titaniche, vita memorabile, performance incredibili. Naturalmente, a forte impatto mediatico.




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