“Da settembre quasi 82mila studenti emiliano-romagnoli non troveranno spazio nelle aule, per i limiti imposti dal governo. Si tratta di una prospettiva inconcepibile e inaccettabile, contro la quale chiediamo alla Giunta regionale un impegno immediato, anche per il tramite della Conferenza Stato-Regioni, affinché sul nostro territorio possano essere utilizzati per gli insegnamenti anche gli spazi non utilizzati dalle scuole paritarie”. Così il capogruppo regionale della Lega E-R, Matteo Rancan, in un’interrogazione alla Giunta nella quale ribadisce come “un paese nasce nelle aule di scuola e un cittadino si crea sui banchi, mentre siede a fianco del suo compagno, e impara fin da piccolo non solo il sapere della scuola, non solo una lingua comune, ma soprattutto impara a convivere in una società civile. La scuola è lo strumento principale che la nostra democrazia si è data per garantire la vera uguaglianza di diritti e di possibilità di tutti i cittadini. Distruggerla significa distruggere le basi della nostra civiltà” conclude il capogruppo del Carroccio.







Ultimi commenti
Hantavirus... solo il nome fa tremare... mi sa che questa volta per il greenpass ci vogliono i soldati in strada, ma tanti.
Il Primo Tricolore non fu il vessillo della Repubblica Cispadana, che cacciò (temporaneamente) i Duchi di Modena nel lontano 1797? Con l'appoggio della Repubblica Francese […]
Ma poi scusate, quali salotti in quel di Reggio Emilia? Dai su, un po’ di realtà. Più che salotti potremmo parlare di altro, non dico
L 'articolo profonde banalità sesquipedali giustamente sovrapponibili alla gloria perpetua che è nel destino del Peggio E. ...Amen!
Quando si parla di educazione è un qualcosa che mi rende felice bisognia partire dai bambini per avere un mondo migliore si spera