Lavoro. Landini: o sicurezza o aziende ferme

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Per il leader della Cgil Maurizio Landini “serve una norma che fermi le aziende sino a quando non sono ripristinate le norme di sicurezza”. Lo dice in un’intervista alla Stampa pubblicata all’indomani del martedì nero che ha registrato sei vittime sul lavoro. A suo avviso sul dossier sicurezza, con il premier Mario Draghi si stanno facendo “progressi veri. La serie degli incidenti dimostra l’urgenza di agire. Qualità del lavoro, salute e sicurezza devono diventare una priorità nazionale”.

“Vanno aumentati i poteri ispettivi e le sanzioni – sostiene – Con Draghi abbiamo condiviso la necessità che nelle imprese che non rispettano norme, o che sono soggette a incidenti, le attività possano essere sospese sino a che non si ripristinino le condizioni di sicurezza – continua – Questo vuol anche dire, da subito, effettuare migliaia di nuove assunzioni negli ispettorati del lavoro, nelle Asl e servizi territoriali.

Inoltre, è necessario rafforzare il vincolo della formazione per i datori di lavoro”.

La strage sul lavoro. I numeri sono spaventosi: 680 morti sul lavoro nel 2021, da Gennaio a fine Settembre. Sei solo nelle ultime 24 ore: in Lombardia, Piemonte, Veneto e Sicilia e i Toscana. Nel milanese due operai quarantenni che lavoravano per una ditta esterna sono morti mentre rifornivano l’ospedale Humanitas di azoto: una fuga di gas li avrebbe intossicati. La procura indaga per omicidio colposo. A Nichelino, in provincia di Torino un uomo di 72 anni, titolare di un’officina è morto dopo essere scivolato da una scala. A Loreggia, in provincia di Padova, un operaio di 50 anni che lavorava per una ditta del luogo è deceduto cadendo da un’impalcatura di cinque metri. Disposti gli accertamenti per eventuali violazioni in tema di sicurezza sul lavoro. A Capaci, in provincia di Palermo un camionista di 52 anni è rimasto schiacciato dal tir mentre stava effettuando delle verifiche fuori dal mezzo. Volti, nomi età e nazionalità diverse ma tutti uniti dalla stessa sorte: si muore per negligenze del datore di lavoro e per mancanza di sicurezza. Secondo l’ONU, nel mondo sono quasi due milioni l’anno le vittime e gli incidenti sono la terza causa di morte, dopo le malattie croniche soprattutto tumori: alle quali ora si aggiunge anche la malattia da Covid19. In provincia di Pisa è morto decapitato da una trebbiatrice un uomo di 54 anni: l’incidente è avvenuto attorno alle 20.40 a Pontasserchio, non lontano dalla città della torre pendente.



C'è 1 Commento

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  1. alfredo piacenti

    ne sbarcano 200 al giorno a lampedusa per sostituire quelli che muiono………………sono trentanni se non di piu che muiono tre o quattro lavoratori al giorno ti sei svegliato ora landini?


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