Giunge a conclusione la vicenda giudiziaria che ha visto Comune di Novellara e Provincia di Reggio Emilia ottenere la conferma dal Consiglio di Stato di quanto il Tar di Parma aveva già deciso: la piena legittimità della procedura che ha portato alla realizzazione di un ulteriore stralcio dei lavori della Tangenziale nord di Novellara.
I fatti traggono origine dall’impugnazione degli atti di approvazione dei piani urbanistici e dei progetti del tratto stradale di collegamento tra la rotatoria di via Valle e la rotatoria in direzione Guastalla, da parte di alcuni cittadini e di un’associazione di protezione ambientale.
Dal punto di vista urbanistico, la collocazione del nuovo asse stradale è stata individuata dal Consiglio comunale di Novellara fino dal lontano 2003, trattandosi di un’opera destinata a risolvere i problemi di traffico del centro abitato e la cui realizzazione si è resa, con il passare degli anni, sempre più necessaria.
Fino dal 2004 è iniziata davanti al Tar la battaglia personale di alcuni cittadini – supportati da alcune associazioni – che ha avuto l’unico effetto di intralciare l’iter amministrativo e il celere completamento dei lavori nonostante sia il primo che il terzo stralcio dell’opera siano già stati ultimati ed aperti al traffico già da diversi anni.
Ora, Comune e Provincia si trovano finalmente nella condizione di poter completare un’opera pubblica importante e improcrastinabile per l’abitato di Novellara e per i collegamenti stradali di valenza provinciale di tutta la pianura reggiana.
E’ di ieri, infatti, la sentenza con cui il Consiglio di Stato ha scritto la parola “fine” alla controversia sul tratto di strada i cui lavori sono in fase di ultimazione: i giudici (presidente Vito Poli, giudice estensore Emanuela Loria) hanno accolto le tesi dell’avvocato Francesca Preite, difensore di Comune e Provincia, escludendo, anzitutto, la legittimazione ad impugnare gli atti da parte del circolo Legambiente di Novellara, in quanto non avente un adeguato livello di rappresentatività e stabilità sul territorio.
In secondo luogo, il Consiglio di Stato ha ritenuto conforme alla legislazione regionale il procedimento di pianificazione seguito dal Comune nell’approvazione del Piano operativo comunale (Poc).
Infine, l’opera è stata dichiarata conforme alla normativa sulla valutazione di impatto ambientale e i ricorrenti (tre cittadini e Legambiente Novellara) sono stati condannati a rifondere in solido al Comune le spese di giudizio, liquidate dai giudici in diecimila euro.






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