La Procura di Modena, al termine delle indagini preliminari, ha formalizzato la richiesta di archiviazione “per totale infondatezza della notizia di reato” rispetto alla presunta violenza sessuale denunciata a fine giugno da una donna di 30 anni di Vignola.
Sollevata, ma allo stesso tempo anche amareggiata, la sindaca del paese modenese Emilia Muratori: “A Vignola non è accaduto nulla di quanto raccontato con clamore sui media locali e nazionali, un presunto episodio violento che, nonostante i particolari non fossero limpidi fin dall’inizio, aveva ingenerato un enorme allarme sociale. La nostra prima reazione è stata di sollievo, per la giovane prima di tutto che, alla fine, non ha dovuto subire nulla di quanto era stato raccontato, ma anche per la nostra comunità che è stata travolta dalle preoccupazioni e dai timori, enfatizzati da una campagna politica delle forze di opposizione strumentale e strumentalizzante che ha cavalcato le naturali paure delle persone di fronte a episodi che, così come erano usciti in particolare su alcuni organi di informazione, sembravano di una gravità assoluta”.
“Dobbiamo ringraziare le forze dell’ordine, i carabinieri in particolare, che, fin dall’inizio, avevano lavorato con meticolosità, senza clamori, ma in maniera determinata”, ha detto Muratori. Le immagini delle telecamere, messe a disposizione da subito dagli agenti della Polizia locale dell’Unione Terre di Castelli, “sono state decisive per ricostruire ogni attimo di quella serata: perché, nonostante le polemiche e le accuse incrociate, le telecamere a Vignola ci sono, funzionano e sono state determinanti nel prosieguo delle indagini”.
Qualcuno, ha sottolineato ancora la prima cittadina di Vignola, “dovrà rispondere della trepidazione suscitata nella popolazione, ma anche i politici che, in queste settimane, hanno acceso il fuoco delle tensioni sociali dovranno interrogarsi sul loro operato. Perché i primi a essere stati danneggiati sono i cittadini di Vignola, tutti, di qualunque orientamento politico. A Vignola, prima ancora che le indagini dei carabinieri fossero portate a conclusione, erano già stati tutti condannati da una gran parte dell’opinione pubblica: gli amministratori, le forze dell’ordine e gli stranieri in generale”.
La sicurezza, ha spiegato Muratori, “è un tema cruciale per le nostre comunità, come amministratori non lo abbiamo mai sottostimato e, anzi, lo abbiamo sempre denunciato in tutte le sedi istituzionali. Il fatto che i carabinieri siano riusciti a fare piena luce su quanto accaduto è la dimostrazione dell’importanza della presenza delle forze dell’ordine sul nostro territorio. Ribadiamo quindi quanto già scritto al ministro Piantedosi: il Comune sta facendo tutto quanto è nelle sue competenze, ma solo la presenza di più uomini ci garantisce sia dal punto di vista del controllo del territorio che da quello investigativo, anche di fronte a episodi che si rivelano inconsistenti, ma la cui infondatezza va dimostrata. Come amministratori continueremo a lavorare su questi temi con la stessa convinzione di sempre, perché abbiamo a cuore le preoccupazioni dei nostri concittadini”.
Rimangono, però, ha concluso Muratori, “il grave danno di immagine procurato alla nostra città e gli insulti minacciosi rivolti, via social e anche in presenza, agli amministratori e alla sindaca, in primis. È evidente che dietro, molto spesso, c’erano pregiudizi politici, ma questo nulla toglie alla loro gravità. L’amministrazione, quindi, ha deciso di valutare attentamente quali azioni intraprendere per tutelare l’immagine della città di Vignola”.






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