Bonvicini diserti la cerimonia per Pinelli

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La Federazione anarchica di Reggio Emilia organizza per sabato 11 dicembre la piantumazione in piazza Duca d’Aosta, di una quercia rossa in memoria di Giuseppe Pinelli, anarchico che non morì nella strage di Piazza Fontana a Milano il 12 dicembre 1969.In seguito a quella strage lui fu interrogato per due giorni e nella notte del 15 dicembre morì cadendo dalla finestra della Questura, almeno questo è quanto contenuto nella sentenza definitiva del giudice Gerardo D’Ambrosio, quello che nel 1984 fece parte del pool Mani Pulite, e che attribuì la morte di Pinelli a malore. Quindi se questa è la verità definitiva processuale non si capisce il senso di questa iniziativa.

Se lo avesse fatto solo la Federazione anarchica, sarebbe stato anche comprensibile, ma alla cerimonia prenderanno parte l’Assessore Carlotta Bonvicini e il Presidente provinciale di Istoreco Bertoldi. Vi sarà pure il botanico Ugo Pellini il quale, presumo, si limiterà all’aspetto di sua pertinenza. Ciò che fa ritenere inopportuna e grave, storicamente, l’iniziativa è che, in seguito alla morte di Pinelli, dalla sinistra extraparlamentare fu scatenata una dura campagna di istigazione all’odio nei confronti del Commissario Luigi Calabresi, il quale fu assassinato il 17 maggio 1972 davanti a casa sua. Dell’omicidio furono ritenuti esecutori materiali Ovidio Bompressi e Leonardo Marino, mentre i mandanti politici furono indicati in Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani, tutti di Lotta continua, organizzazione di estrema sinistra. Pietrostefani, già dirigente delle Reggiane è da molti anni fuggito in Francia la quale ha deciso quest’anno di estradarlo in Italia ma non lo ha ancora fatto.

Quando Mario Calabresi, figlio del commissario, è stato direttore di Repubblica, Adriano Sofri, ritenuto uno dei mandati dell’assassinio del padre, lasciò la collaborazione con il quotidiano. Questi sono i fatti ed alla luce di questi non si capisce come a oltre 40 anni, l’Assessore Bonvicini, che dubito conosca la storia in oggetto, presenzierà ad una iniziativa politica, che ha già una sentenza definitiva la quale non autorizza nessuno a definire Pinelli la 18 esima vittima della strage di Piazza Fontana. Non si capisce nemmeno la presenza di Arturo Bertoldi, Presidente Istoreco di Reggio Emilia.

Cosa vi sarebbe, chiedo a Bertoldi, da cambiare della storia di Pinelli? D’altronde Istoreco non sta dando grandi prove di rigore storico, basti pensare al tentativo di Massimo Storchi di evitare la titolazione di una via a Norma Cossetto, Medaglia d’Oro al valore civile, seviziata e infoibata dai comunisti yugoslavi di Tito e dai partigiani comunisti italiani. Tentativo non riuscito perché il Governo Conte, al quale la Giunta del Sindaco Vecchi sì era rivolta per conoscere le motivazioni della decisione del Presidente della Repubblica Ciampi di conferire la medaglia d’oro a Norma Cossetto, ha ribadito la fondatezza storica di tale decisione meritoria. Ora la quercia rossa per l’anarchico Pinelli. Il Comune di Reggio ha deciso di avere il primato delle astrusita’ storiche? Sorge infine il dubbio, in base ai due episodi citati che il denaro pubblico dato ad Istoreco non sia impiegato per serie e rigorose ricerche se si presta a revisioni totalmente infondate.

Auspico un sussulto di dignità istituzionale sia da parte dell’assessore Bonvicini, sia da parte di Istoreco, rinunciando a presenziare alla posa della quercia rossa in memoria dell’anarchico Pinelli che, ribadisco, non fu la 18esima vittima della strage di Piazza Fontana.

Marco Eboli (portavoce Fratelli d’Italia nel comune di Reggio Emilia)



C'è 1 Commento

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  1. .... .., . . ............ silvano natale fiorio . .... ............atalefiorio@gmail.com

    Alla indecenza non c’ è limite: come puo’ un cripto ( non tanto) fascista come il portavoce di FdI di RE trinciare giudizi su una cosa delicata come l’ omicidio a seguito di malore del povero Pinelli ? Si sciacqui 3 volte bocca e mani e mediti per qualche decennio prima di argomentare su cose di cui pare nulla sappia.


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