Il fatto non costituisce reato: il tribunale di Forlì, con questa formula, ha assolto in primo grado Selene Ticchi, che il 28 ottobre 2018 indossò la maglietta con la scritta “Auschwitzland” durante il raduno dei “nostalgici” a Predappio (Forlì-Cesena). Per questo motivo la donna, all’epoca militante di Forza Nuova e ora nel Movimento nazionale rete dei patrioti, era finita a processo per la violazione della Legge Mancino. La Procura aveva chiesto per lei una condanna a nove mesi e 600 euro di multa. “Siamo felici e soddisfatti”, ha commentato la Ticchi. L’Anpi era parte civile nel processo.
La Procura forlivese, che ha chiesto per la donna una condanna a nove mesi, nel 2019 ottenne un decreto penale con multa di circa 9mila euro. Ticchi, assistita dal marito avvocato Daniele D’Urso, però si oppose dando così inizio al dibattimento.
“Siamo felici e soddisfatti”, ha commentato Ticchi, dopo la decisione. La sua linea difensiva è stata che la maglietta era una protesta “contro chi lucra su luoghi dove sono avvenute tragedie, non solo Auschwitz”.






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Quando prendo un bus a Reggio Emilia mi sento come al mercato di Città del Cairo. Dentro un bus è come stare in via Turri
Bene ha fatto il sindaco con la ordinanza relativa alla chiusura degli esercizi..... grazie finalmente il centro potrà vivere un po' più in pace grazie
Sarebbe utile sapere a chi fa capo Reggio Park o sono maliziosa se il mio sospetto è orientato verso una in.house della galassia cooperativa?
Ma dove vive questo sindaco, fatti di questo tipo non devono accadere a Reggio Emilia? Mio caro sindaco, sino a quando la sinistra sta dalla […]
Ha bè... il sindaco c'è allora, è tutti dite che non ha il pensiero per la sua città!! ma ciò che è successo alla stazione […]