Oltre sessanta persone, autorità, guide e giornalisti si sono date appuntamento stamane a Ligonchio per l’inaugurazione del sentiero (ex Cai 633) che sorge sul tracciato della spettacolare ferrovia Decauville costruita a partire dal 1915, a servizio della costruzione della Centrale idroelettrica e dei bacini idroelettrici, in direzione Tarlanda – Presa Alta.

“Il Parco nazionale ha avuto in gestione questo tracciato da Enel Green Power, che ringraziamo, attivandosi per il suo ripristino nel rispetto della mission di tutela ambientale che ha – ha commentato Fausto Giovanelli, presidente del Parco nazionale dell’Appennino rivolto ai partecipanti che hanno calcato in mattinata tutti i 2,5 km di percorso -.Ci appelliamo ora ai tanti turisti, camminatori e amanti del trekking con un invito alla prudenza ma, anche, a non perdere l’occasione di scoprire questo sentiero che è al pari di altri modelli Svizzeri e Francesi. Esso connette comodamente Tarlanda con Presa Alta, ma anche un secolo di storia, tra le generazioni che lo hanno costruito e le persone che, ora, ne usufruiscono”. Il recupero è stato possibile grazie a interventi per 178.000 euro (con un finanziamento del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica) progettati dall’ingegnere Filippo Dallagiacoma. Massimo Sessego responsabile area idroelettrica Centro Nord di Enel Green Power ha commentato: “Si conferma ancora una volta la collaborazione con il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano per condividere iniziative che portano valorizzare e intercettare, a beneficio della collettività, aree limitrofe e dismesse dal punto di vista operativo, ma di grande significato storico e ambientale”. “Un importante recupero – ha commentato Franco Baccini, assessore del Comune di Ventasso – a servizio del nostro territorio.

Era e rimane strategica la presenza di Enel per il circondario di Ligonchio”. Arianna Garofolin, guida ambientale escursionistica del Parco, ha illustrato alcune peculiarità del percorso: “Fu realizzato da artigiani del posto a picco sull’Ozola; al termine del sentiero a Presa Alta esisteva un ristorante tradizionale a servizio degli operai del cantiere dell’erigendo bacino; in alcuni tratti sono ancora visibili i binari del tempo oltre a una flora autoctona di pregio e torrenti e sorgenti. Essendo un tracciato a servizio di una antica ferrovia, con pochissimo dislivello e immerso in faggete secolari, risulta particolarmente idoneo alla candidatura per una futura certificazione per sedute di foresta terapeutica da parte di Cnr e Cai”.






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