Inaugurato il centro vaccinale di Santa Vittoria di Gualtieri

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Fra qualche lacrima mal celata e voci rotte dall’emozione e tanta, tanta commozione, è stato inaugurato stamattina il nuovo centro vaccinale anti Covid della Bassa Reggiana a Palazzo Greppi di Santa Vittoria di Gualtieri. Nell’ampia Sala del Popolo dello storico edificio sono state allestite quattro postazioni che consentiranno di eseguire, a pieno regime, fino a 500 somministrazioni al giorno. Sono diventate operative subito dopo il taglio del nastro con le prime persone che si sono sottoposte al vaccino, fra cui la primissima paziente della nuova struttura, una signora di Boretto (vedi foto).

All’inaugurazione, oltre al sindaco di Gualtieri Renzo Bergamini, erano presenti tutti i sindaci dell’Unione Bassa Reggiana con cui è stato condiviso il percorso che ha portato a questa nuova realtà, il direttore dell’Unione Elena Gamberini, il consigliere regionale Andrea Costa, il direttore del distretto sanitario di Guastalla, d.ssa Lucia Monici, il direttore sanitario dell’Azienda Usl Irccs di Reggio Emilia, d.ssa Nicoletta Natalini, e la responsabile dell’Ufficio di Piano del distretto socio-sanitario Enza Malaguti. Inoltre, una rappresentanza della Polizia locale Bassa Reggiana con il comandante Carlo Alberto Romandini e dei Carabinieri della Compagnia di Guastalla con il comandante Ten. Col. Luigi Regni, il parroco di Gualtieri don Gabriele Valli e diversi volontari, fra medici, infermieri, esponenti di Auser, Avis e Protezione Civile. Infine, Giuseppe Catellani, definito simpaticamente dal sindaco Bergamini “l’Assessore alla cultura di Palazzo Greppi”, che ha raccontato la storia dell’edificio e, in particolare, della Sala del Popolo, e il trombettista Simone Copellini, docente dell’Istituto Peri di Reggio Emilia e direttore della scuola di musica di Santa Vittoria che ha suonato due brani musicali, “Il Silenzio”, in onore delle vittime del Covid, e “Un Fiume Amaro” qui ripreso come simbolo di speranza.

HANNO DETTO:

Renzo Bergamini, Sindaco di Gualtieri, dopo ricordato che “Palazzo Greppi e la Sala del Popolo furono nel dopoguerra il simbolo della rinascita sociale e culturale di Santa Vittoria e di Gualtieri, come lo sono adesso e lo saranno nei prossimi mesi per la rinascita post pandemia di tutta l’area bassa reggiana”, profondamente commosso ha ringraziato tutti, un lungo elenco di persone a cui ha voluto esprimere la sua sincvera gratitudine: dalla direttrice del distretto Monici “sempre presente e disponibile ad ogni ora” ai sindaci dell’Unione “che mi hanno sempre sostenuto”, dai dipendenti dell’Ufficio tecnico alle imprese edili di Santa Vittoria, dai volontari Auser, Avis e Protezione civile ai tecnici dell’Asl, e poi le Forze dell’Ordine “a cui ho chiesto di presidiare il territorio”, e la Polizia locale. Infine, ricordando una frase che la presidente dell’Unione Camilla Verona gli ha detto dopo aver saputo della possibilità di realizzare il centro vaccinale a Santa Vittoria , ha ribadito che “i sindaci dell’Unione Bassa Reggiana non lavorano per il proprio campanile ma per un territorio più ampio delle loro singole competenze e mi hanno sostenuto fin da subito in questo progetto realizzato in tempi record”.

Camilla Verona, presidente dell’Unione Bassa Reggiana, a nome di tutti i sindaci del distretto, ha detto: “Questa è una grandissima giornata che segna la storia del nostro territorio e se siamo potuti arrivare qui è perché come comunità allargata andiamo d’accordo. Questa operazione complessa è stata possibile perché ognuno ha fatto la sua parte in modo encomiabile e tutti erano essenziali. Il lungo elenco di ringraziamenti del sindaco di Gualtieri non era superfluo ma è l’espressione di una unità d’intenti che si è concretizzata, superando qualunque campanilismo. Oggi per l’Unione dei Comuni è un anniversario importante: il 1° aprile 2009 essa approvò il bilancio preventivo dopo la sua costituzione avvenuta qualche mese prima. In quella occasione si trattò di un bilancio da 3 milioni di euro, adesso sono molti di più. Otto sindaci di allora decisero di trasferire a questo Ente di secondo grado la funzione socio-sanitaria, ossia capirono che per affrontare queste tematiche in modo efficiente ed efficace bisognava agire in un’ottica complessiva e unitaria. Ciò avvenne proprio quel 1°aprile di 12 anni fa. E pensiamo che questa coincidenza sia di buon auspicio perché tutto vada per il meglio. La mia voce è quella dei miei 7 colleghi. Siamo un gruppo di lavorio coeso che mette del proprio a vantaggio di una collettività ampia. Solo così si possono ottenere ottimi risultati”.

Nicoletta Natalini, direttore sanitario dell’Azienda Usl Irccs di Reggio Emilia, ha sottolineato “quanto è complesso aprire una sede vaccinale e vaccinare, avere sicurezza e tracciabilità di ciò che facciamo, avere certezza di chi vacciniamo, ricevere e consegnare vaccini in modo corretto, assistere le persone. Sono tante le figure professionali che si devono mettere in gioco con tutta la loro competenza per arrivare a fare una cosa che non è per niente banale come forse alcune persone possono pensare. Si tratta di una campagna vaccinale che facciamo per la prima volta nella nostra storia, con un virus nuovo e pericoloso che cambia e ci obbliga a fare cambiamenti anche veloci perché ogni giorno escono studi che ci fanno fare sempre qualcosa di meglio rispetto al giorno prima. Anche se abbiamo inaugurato altre sedi in provincia, non ho mai visto una situazione così magica come questa. Qui si è riunita una intera comunità per realizzare un progetto a servizio di un’ampia area territoriale. Il rapporto diretto con la comunità è evidente e sarà il valore aggiunto per il buon funzionamento del centro vaccinale che rappresenta una grossa fetta della nostra potenzialità di vaccinazione a livello provinciale. Sono molto soddisfatta della giornata di oggi che vedo non come punto di arrivo ma come punto di partenza che ci porterà molto più avanti”.

Don Gabriele Valli, parroco di Gualtieri, rivolgendosi ai sindaci ha detto “Avete un gran cuore, grazie. Questi sono i giorni del triduo pasquale, i giorni di speranza e resurrezione. Benedico questo luogo che sarà benedetto anche dalle cure, dalle attenzioni, dall’accoglioenza degli operatori sanitari. Voglio pregare con le parole che io e altri parroci usiamo tutti i giorni con i malati di Covid che andiamo a confortare in reparto: Maria salute degli infermi prega per noi, consolatrice degli afflitti prega per noi, madre di tutti gli uomini prega per noi, madre del Risorto prega per noi”.

Dopo la benedizione, il taglio del nastro che Bergamini ha voluto che tenessero in mano le persone presenti, come una sorta di abbraccio.



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