Nonostante le pesanti incognite che ancora gravano sul sistema produttivo a causa dell’aumento dei costi, in particolare quelli dell’energia, in provincia di Reggio sta proseguendo anche a ottobre la lunga fase positiva riguardante i nuovi contratti di lavoro.
Un andamento, quello locale, in controtendenza rispetto al dato nazionale (che risulta invece in flessione) e con indicatori che sono i migliori dal 2018 ad oggi, anche se non senza qualche situazione di sofferenza: è il caso ad esempio dell’industria, che già nel mese in corso sconterà un lieve calo (-0,6%) dei nuovi contratti.
Complessivamente il 14% delle imprese reggiane prevede di assumere a ottobre, per un totale di 4.940 nuove entrate e un incremento del 18,2% rispetto ai dati dello stesso mese del 2021. Secondo le stime il buon trend, seppur in deciso rallentamento, dovrebbe proseguire anche nei due mesi successivi: i numeri del sistema informativo Excelsior, analizzati dall’ufficio studi della Camera di commercio di Reggio, hanno infatti evidenziato un incremento del 4,9% nel trimestre ottobre-dicembre 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con l’attivazione di 11.930 nuovi contratti.
Gli ingressi nel mondo del lavoro a ottobre si concentrano per il 59% nel settore dei servizi, con 2.900 entrate (+31,8% rispetto allo stesso mese del 2021) e per il 41% nelle imprese, con 2.030 assunzioni (+2%). Nel 57% dei casi i nuovi contratti saranno sottoscritti da aziende con meno di 50 dipendenti.
Nel 24% dei casi le entrate previste sono stabili, cioè con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel restante 76% dei casi sono a termine (a tempo determinato o con altri contratti con durata predefinita).

Analizzando l’andamento della domanda nell’ambito dei servizi, sono previsti 1.110 ingressi nel comparto dei servizi alle imprese (+26,1% rispetto all’ottobre dello scorso anno), 790 nei servizi di alloggio e ristorazione e nei servizi turistici (+75,6%), 520 nel commercio (+20,9%) e 480 nei servizi alle persone (+9,1%). Per quanto riguarda il settore industriale, invece, i nuovi contratti sono concentrati in gran parte nell’industria manifatturiera e nelle public utilities (1.640 unità, -0,6% rispetto allo stesso mese del 2021) e nelle costruzioni (390 unità, il 18,2% in più rispetto all’anno precedente).
Nel 35% dei casi a firmare il contratto sono persone giovani, con meno di trent’anni; alle quali è comunque richiesta, nel 63% dei casi, un’esperienza professionale specifica o nello stesso settore.
Come accade ormai puntualmente, le aziende continuano a lamentare ostacoli – complessivamente in 53 casi su 100 – nel reperimento di alcune figure professionali. Nell’ambito dirigenziale e del personale con elevata specializzazione tecnica, le criticità riguardano in particolare i tecnici della sanità, dei servizi sociali e dell’istruzione (difficoltà nel 67,7% dei casi), i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione (67,3%) e i tecnici dei servizi turistici, culturali e per la sicurezza (63,9%).
Nel campo degli impiegati e delle professioni commerciali e nei servizi risultano di problematica individuazione gli operatori della cura estetica (difficoltà nel 62% dei casi), gli operatori dell’assistenza sociale in istituzioni o domiciliari (60,5%), i cuochi, i camerieri e altri professionisti dei servizi turistici (57,1%). Nel segmento degli operai specializzati le imprese arrancano in particolare nella ricerca di operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione di edifici (77,9%), di operai specializzati nelle industrie chimiche e della plastica (71,7%), di conduttori di mezzi di trasporto (63,6%) e di operai specializzati nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (60,4% dei casi).






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Ma è Vannacci o Alberto Sordi nei panni di Nando Mericoni?
Grande! Evviva l'a sè sore al cerchiobottismo!
...zzo! In effetti si sentiva il bisogno di una forza centrorifromistanèdidestranèdisinistra dalle radici democristianucole ma anche laiche però non troppo e che guardi alle reali