In Emilia-Romagna sono iniziate le cosiddette “vaccinazioni eterologhe” contro il nuovo coronavirus, ovvero quelle che prevedono per la seconda dose del ciclo vaccinale di una persona un vaccino diverso (a Rna messaggero, dunque Pfizer o Moderna) rispetto a quello somministrato come prima dose (AstraZeneca). La Regione, infatti, ha deciso di attenersi scrupolosamente alle indicazioni arrivate dal governo e già dalla giornata di lunedì 14 giugno ha cominciato ad adeguarsi alle nuove raccomandazioni.
Il “mix” di vaccini si è reso necessario dopo che il Comitato tecnico-scientifico ha fermato per precauzione la somministrazione dei vaccini a vettore virale (AstraZeneca e Johnson&Johnson) alle persone con meno di 60 anni.
Al momento della decisione del Cts, tuttavia, erano già decine di migliaia le persone under 60 che nelle scorse settimane e nei mesi scorsi avevano ricevuto la prima dose del vaccino della multinazionale biofarmaceutica anglo-svedese, circostanza che ha costretto quindi a ricorrere alla soluzione della “vaccinaziona eterologa”, con vaccini diversi tra prima e seconda dose. Questione che non si pone, invece, per il vaccino di Johnson&Johnson, che è monodose.






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Ne sento parlare da più parti, tranne che sulla Gazzetta di Reggio. Anche da insospettabili cittadini reggiani da sempre convinti sostenitori del Pd. Anche da […]
Ho pensato la stessa cosa anch'io.
la politica sei rendering ..... poi la realtà sarà il solito disastro. Intanto i Reggiani passano la giornata in fila e la circonvallazione è una
"Attivisti e atttiviste" che sono contro la legge e che sicuramente hanno ampia disponibilità di tempo, tempo e danni che dovranno invece risarcire […]
Tra le categorie novecentesche tuttora insipientemente enfatizzate aggiungerei anche il terribile "pericolo fascista". Viviamo in un mondo ormai dominato da una nazione-continente che è nominalmente […]