In Emilia cresce il manifatturiero: +9,1% la produzione, +10,1% i ricavi

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Migliora nel 2021 – dopo le flessioni registrate nel 2019 e nel 2020 – l’andamento per l’artigianato manifatturiero regionale.

E’ quanto emerge dall’indagine sulla congiuntura del settore artigiano di Camere di Commercio e Unioncamere Emilia-Romagna secondo cui lo scorso anno si è chiuso con un aumento della produzione del 9,1% mentre i ricavi sono avanzati del 10,1% grazie anche al supporto delle imprese esportatrici nel fatturato estero, avanzato dell’11,5%.

In crescita – seppure più contenuta – anche l’acquisizione degli ordini progredita dell’8,9%.

A fine dicembre le aziende del settore attive sono ammontate a 26.650 con un calo dello 0,9% rispetto alla fine del 2020: la diminuzione, viene osservato nell’indagine, “è stata determinata soprattutto dalla riduzione della base imprenditoriale delle industrie della moda (-67 imprese, -1,5%), della metallurgia e delle lavorazioni metalliche (-53 unità, -0,8%). Hanno dato segnali di migliore tenuta l’industria del legno e del mobile, l’ampio raggruppamento meccanica, elettricità ed elettronica e dei mezzi di trasporto”. Quanto alla forma giuridica, sono aumentate le società di capitale (+3,2% , +131 imprese) giunte a rappresentare il 16% mentre si sono ridotte le società di persone (-320 unità, -4,4%) e le ditte individuali (-44 unità, -0,3%) Guardando, nel dettaglio, l’artigianato delle costruzioni, viene evidenziato ancora, “dopo la caduta nel 2020, le imprese artigiane delle costruzioni regionali hanno iniziato una fase di ripresa senza precedenti. Il 2021 si è chiuso infatti con un recupero del 7,8% del volume d’affari che è il più ampio dall’inizio della rilevazione”. A fine 2021 le aziende artigianali attive nelle costruzioni sono risultate pari a 51.262, 792 in più (+1,6%) sul 2020. Quanto alla forma giuridica, avanzano le società di capitali (+9,8%, +351 unità), categoria che costituisce il 7,7% delle imprese artigiane attive nelle costruzioni. Si rafforzano anche le ditte individuali (+552 unità, +1,3%) che continuano a essere la tipologia dominante (83%) mentre si riducono le società di persone (-2,5%, -118 unità), mentre sono salite del 3,8% le cooperative e i consorzi.



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