“Il sole alle finestre” che ci sorprende

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Esce oggi il primo EP di Raffaele (Renda), “Il sole alle finestre” (Isola degli Artisti), ed è un’opera prima sorprendente. Il giovane compositore calabrese, nato a Lamezia Terme (CZ), classe 2000, reduce dall’ultima edizione di Amici sforna un EP di sette tracce potentissimo, personale e totalmente attuale, in cui unisce diversi linguaggi musicali, sperimentando varie sfaccettature del pop: <<Non voglio etichettarmi con un genere o un altro – ci racconta in conferenza stampa – il mio modus operandi è proprio quello di cantare un po’ di tutto e più generi possibili, senza identificarmi con una sola cosa. Ho una solida base di R’n’B e soul nelle vene, ma ho altrettanto voglia di sperimentare e desiderio di continuare a farlo ancora a lungo>>.

C’è il suo sud nella ballad “Il Sole alle Finestre”, track title dell’album, brano più introspettivo e intimista dell’EP che dà spazio alla sua poderosa vocalità; ma Raffaele dà voce alla sua terra d’origine anche nel beat reggaeton di “Focu Meu” e passando per le sonorità più dark e urban pop di “Rehab”, l’unico brano che non avevamo ancora sentito sul palco di “Amici di Maria De Filippi”.
<<E’ diverso dagli atri, per stile e linguaggio; parla di libertà personale, del tentativo di eliminare i rapporti tossici dalla vita, che siano di amore o di amicizia. Un brano fresco, ballabile, dove nel ritornello stacchi da tutto e ti perdi nel desiderio di muoverti. Il testo è esplicito e racconta tutta la mia storia musicale da sé, racchiude per intero la mia idea di fare musica. Volevo che fosse questo brano a chiudere il progetto, perché ha molte influenze del passato al suo interno, ma ha un sound internazionale, e la sua versatilità è – di fatto – quella dell’intero EP>>.

L’ispirazione a Mahamood è naturale o programmatica?
<<”Rehab” è nata da influenze internazionali. Forse veniamo dagli stessi ascolti. Sia, Rihanna, Beyoncé… è l’unione di tante cose che devi ascoltare, raccogliere, introiettare, mettere come carte dritte sul tavolo e una volta verificato quello che tu sei in grado di fare, aggiungere del tuo. L’importante è non scadere nell’imitazione, ma prendere quante più cose possibili per crescere, usando la propria testa>>.

Come sono stati i giorni tra la fine di Amici e il debutto discografico?
<<Amici lo guardavo già da bambino sul divano di casa mia, con i miei genitori e ho sempre desiderato andarci. Ci ho provato per quattro anni, ho sempre insistito, non mi sono mai dato per vinto, ed è andata come è andata. Amici non è la normalità. Io lo chiamo un esperimento sociale, a maggior ragione in quest’ultimo anno: siamo chiusi sei mesi tutti insieme ed è stato bello tornare alla realtà, per quanto permetta il periodo. Ci siamo messi subito al lavoro: ogni giorno è fatto di musica e per il momento sono soddisfatto e felice. A livello personale ed umano, il contatto con gli ragazzi, chiusi insieme a me e diversi da me, mi ha fatto crescere, mi ha dato l’opportunità di confrontarmi con altri modi di fare e vedere la musica e mi ha piacevolmente contaminato. Mi ha aperto gli occhi su tanti fronti. Oggi mi sento molto più responsabile e consapevole della strada che voglio percorrere: sono entrato con uno spirito libertino e sbarazzino, ed esco come un artista>>.

Il timbro e la tua vocalità trasversale, ti permettono di cantare qualsiasi genere musicale. Esci da un talent, ma te ne freghi (e fai bene) delle etichette. Ti innamori di “7VITE” (scritta per te da Laura Di Lenola e Manuel Finotti che hanno collaborato all’interno progetto) perché dici di essere paranoico e di dover sbattere la testa diecimila volte per imbroccarne una giusta almeno una volta; ma con “Focu meu” punti il dito contro chi inerme, si lamenta con apatia, e ti fai portavoce di un messaggio da vero leader…

<<L’ho scritta in un momento di rabbia, nonostante racchiuda in sé un messaggio positivo. Ho vissuto la sensazione di chiusura e di mancanza di spazio nella mia terra di origine e avevo bisogno di sottolineare il concetto: siamo noi che scriviamo la storia. Se ci sono cose che legano la Calabria a stereotipi, possiamo cambiare le cose noi giovani, ne abbiamo il dovere e non abbiamo il diritto di lamentarci che il passato influenzi il futuro. Io, nel mio piccolo, lo sto facendo: sono partito da Lamezia e sto seguendo il mio sogno con i piedi per terra. Il messaggio è quello di sognare sempre in grande e di avere testa dura, che le cose piano piano arrivano. Non dobbiamo giustificare la nostra provenienza, ma esserne solo orgogliosi>>.

E se Raffaele si mette alla finestra in questo momento della sua vita, oltre al sole cosa vede?
<<”Cazzimma”. Se prima avevo fame di fare musica, ora si è tutto quadruplicato>>.

L’EP si chiude in verità con la cover della celebre canzone di Mango,“Oro”, con cui ti sei anche esibito al Deejay On Stage dello scorso anno. Come mai Mango?
<<Mango è un artista per me immortale, uno dei migliori mai esistiti nel panorama musicale italiano che rimane nella memoria di tutti. Ho imparato veramente tanto da lui e dalla sua musica, è un piccolissimo tributo, per quello che posso, che gli dedico. Avevo il timore ad inserirla, per troppa riconoscenza, per il rispetto che provo per lui; ma è impagabile l’emozione che mi ha dato il cantarla e alla fine mi sono fatto coraggio e l’ho inserita. E’ un onore avere questo brano nel mio progetto».

A Riccione, sul luogo del delitto – con un Rudy Zerbi che non ti ritenne meritevole della maglia di Amici – tornerai il 12 agosto, live, sempre per Deejay On Stage. Preparerai i guantoni?
<<Ahah, sarà un incontro tra pesi leggeri>>.

Prima sarai nella tua Cosenza, per presentare live il progetto: il prossimo 26 luglio all’Arena Rendano, all’interno della rassegna di #Restartlivefest e dopo Riccione, l’estate continuerà in piena promozione. Il brano per Sanremo, quindi, è già in cantiere? Non dirci che a Sanremo non ci vuoi tornare…
<<Come no, certo che mi piacerebbe e mi piacerebbe anche vincerlo: significherebbe Eurovision e ci spero proprio. Nel cassetto ci sono “cose”, ma la canzone giusta non esiste ancora. E’ come scegliere il gusto di gelato – c’è un momento di panico da indecisione, ma poi ci si butta – o la va o la spacca. Non mi piace sgomitare. Se una cosa è destinata ad essere, non c’è artista che tenga. Credo nel destino. Mi impegnerò sempre dando il 100%. Continuerò a scrivere e a contaminare. Farò il mio e mi andrà bene così>>.

Green Pass?
<<Vaccinatevi, dobbiamo farlo, è il nostro dovere>>.




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