In Senato no alla sfiducia a Speranza

Roberto Speranza in Senato

Mercoledì 28 aprile il Senato ha bocciato con 29 voti favorevoli e 221 voti contrari la mozione di sfiducia al ministro della salute Roberto Speranza presentata da Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni aveva criticato il ministro in particolare per quanto riguardava il mancato aggiornamento del piano pandemico dell’Italia nel momento in cui è stata dichiarata la pandemia di nuovo coronavirus e, più in generale, la gestione dell’emergenza sanitaria conseguente.

“Le mozioni indicano che il piano pandemico non è stato aggiornato: fanno riferimento a un lungo periodo in cui ci sono stati sette governi, e tutti i gruppi hanno sostenuto alcuni di questi governi; è troppo facile oggi far finta di non vedere”, si è difeso il ministro Speranza in aula. “Ho fiducia nel lavoro della magistratura – ha detto nel suo intervento – e credo che chiunque abbia avuto responsabilità debba essere pronto a rendere conto delle proprie azioni. Adesso il piano pandemico c’è , quello che non era stato fatto è stato realizzato nel mio mandato”.

“Resterò sempre distante dalle polemiche che danneggiano il prestigio dell’Italia e rendono più difficile il lavoro. Comprendo le ragioni della battaglia politica, ma la politica non è un gioco d’azzardo sulla pelle dei cittadini. In un grande paese non si fa politica su una grande epidemia”, ha aggiunto Speranza.

“Nessuno dovrebbe mai dimenticare che il nemico è il virus e che dovremmo essere più uniti che mai nel combatterlo, evitando di cadere nella tentazione di utilizzare la lotta alla pandemia per ragioni strumentali”, ha proseguito il ministro della salute: “È con amarezza che vedo prevalere invece lo scontro politico, spesso anche alimentando un linguaggio di odio che non può mai essere accettato. Si afferma il tentativo di sfruttare l’angoscia degli italiani per miopi interessi di parte: è sbagliato, perché produce danni enormi; non a me o al governo, ma al paese, che deve restare unito in un passaggio delicato”.



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