Il “liberi tutti” è ancora lontano

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La voglia di uscire per lo shopping di Natale ha battuto la paura del contagio. Risultato: nel weekend delle principali città italiane, da Milano a Roma a Torino, si è rivista per le strade la folla delle grandi occasioni, dispostissima ad accettare lunghe code dinanzi ai negozi pur di fare le compere come da tempo si desiderava.

Ne è scaturito un allarme da parte di alcuni sindaci, chissà perché sorpresi da questa reazione popolare ben prevedibile, i quali non hanno evidentemente ancora capito come interpretare la psiche dei concittadini. Gli italiani non sono controllabili con le raccomandazioni, tecnica assai abusata dal governo Conte, ma hanno bisogno di regole chiare e comprensibili. La lunga e tortuosa gestione della seconda ondata lo evidenzia: le zone rosse, arancioni e gialle, le facoltà restrittive concesse alle Regioni e il gran discutere tra ministri, governatori e sindaci ha determinato una situazione di insofferenza e di caos.

Dal governo si raccomanda “non è un liberi tutti”, ma siccome gli assomiglia molto gli italiani finiscono per fare da sé. Così il pensiero comune finisce per elaborare un criterio del tutto personale nell’affronto della pandemia. Si vuole uscire per lo shopping e si vuole anche essere sicuri di non farsi contagiare. Come gestire la situazione?

Per ora il governo non ha preso posizione. I ministri parlano continuamente e alimentano il caos.
Rispetto al primo lockdown si è ribaltato il quadro: Conte veniva accusato di eccessivo protagonismo, occupando le tv a suo piacimento, oggi invece parlano mille voci e non si capisce quale sia quella giusta. Nel dubbio, appena possibile si esce.

Siamo a dicembre ed è ovvio che cresca il desiderio di preparare un Natale accettabile, con famigliari e congiunti, nonostante le limitazioni da virus.
È altrettanto ovvio che, se torneremo ad affollare le città e le zone a rischio, gli indicatori torneranno a salire con tutto ciò che ne consegue.

Guardiamo gli indici dei contagi tendere verso un rallentamento, e magari ci soffermiamo sui dati meno pesanti del fine settimana e di conseguenza ci sentiamo rassicurati. Perfino il numero dei decessi, comunque elevatissimo, fa meno paura. Così si fa largo la furbizia dell’italiano medio: che sarà mai se a Natale ci si lascia un po’ andare, e se si prepara un cenone in camuffa con amici e parenti?

Si legge di ministri che assicurano il coprifuoco per l’intero periodo delle feste natalizie, Capodanno compreso. Ve lo immaginate un veglione senza botti, che so, a Napoli? Ma lo stesso vale ormai anche nell’ordinata Reggio Emilia, che ordinata è sempre meno.

Bastano pochi messaggi ambigui sulla pericolosità della pandemia per scatenare il via libera che tutti ci aspettiamo. Ma non siamo ancora a quel punto. Le vacanze di Natale, quest’anno, vanno vissute con misura e qualche minimo sacrificio. A meno che la nostra coscienza non sia diventata così labile da non sopportare nemmeno la privazione dei botti di San Silvestro e del weekend sulla neve, o perfino della mega spesa natalizia nel centro commerciale.

 




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