Lunedì 10 ottobre il garante regionale dei detenuti dell’Emilia-Romagna Roberto Cavalieri ha visitato la sezione femminile della casa circondariale Sant’Anna di Modena accompagnato dal provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Gloria Manzelli, dalla direttrice del carcere Anna Albano e dal dirigente della polizia penitenziaria e comandante della struttura Mauro Pellegrino.
Nel colloquio con la direttrice è emerso come siano in programma lavori nella sezione femminile per la sua trasformazione in “sezione aperta”, incrementando così le ore di uscita dalle celle. Grazie ai precedenti confronti tra i due, inoltre, è stato programmato l’ampliamento delle ore di socialità in sezione, con la possibilità per le detenute di pranzare insieme in piccoli gruppi nelle camere di pernottamento. Il garante Cavalieri ha rilevato tuttavia la persistenza di problemi collegati ai tempi di risposta della magistratura di sorveglianza, ai trasferimenti e anche al rispetto alla scarsità di attività socio-occupazionali.
È la quinta volta che Cavalieri incontra i detenuti e le detenute della struttura modenese (la terza volta nella sezione femminile), e in questi mesi ha già raccolto 30 segnalazioni da parte di persone recluse (di cui 14 di donne).
Quest’ultima visita è stata collegata anche ai contenuti di una lettera anonima di denuncia ripresa da un giornale locale di Modena, che il garante ha giudicato “senza fondamento”, in particolare per ciò che riguarda igiene, violenza nella sezione e inadeguatezza degli spazi comuni.
Per quanto riguarda invece le docce e i bagni nelle celle, Cavalieri ha ricordato che “era già intervenuta la direttrice rilevando limiti architettonici nella struttura, perché ormai datata”: la casa circondariale è stata infatti realizzata prima del 2000, “e quindi è rispondente alle esigenze di quel periodo”. È attivo, in ogni caso, l’accesso all’acqua calda “tramite docce comuni”. Nella struttura, ha concluso infine Cavalieri, “esiste una programmazione settimanale che prevede il coinvolgimento del volontariato: una compagnia teatrale, società sportive e attività curate da un tecnico della locale Ausl”.






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Spero cara Marwa che lei ed i suoi colleghi di partito non abbiate l'ardire e la presunzione di confondere il voto referendario con un plebiscito […]
Privilegi? Quali Privilegi, loro li chiamano diritti, anzi..."tiritti" secondo la nuova vulgata. Per i doveri e le riforme si rimanda alle prossime generazioni.
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A prescindere dal fatto che la legge era scritta male e la possibilità di influenza politica dei magistrati poteva essere alta, rimane il fatto che […]
Agricoltura? Guardi che ci vuole testa, oltre che preparazione, come in ogni attività...e sicuramente più che in certe esternazioni pseudo politiche. Anzi, nel caso citato,