Martedì 9 novembre il colonnello Edoardo Moro, durante una cerimonia nella caserma “Borghi” di via Mazzini alla presenza del comandante regionale dell’Emilia-Romagna, il generale di divisione Ivano Maccani, ha formalmente lasciato l’incarico di comandante provinciale della Guardia di finanza di Reggio al colonnello Filippo Ivan Bixio.
Il colonnello Moro, destinato al comando regionale Piemonte-Valle d’Aosta, dove ricoprirà l’incarico di capo di Stato maggiore, nel corso della cerimonia ha rivolto il proprio saluto e la sua gratitudine a tutti i finanzieri in servizio in provincia di Reggio, ripercorrendo i due anni in cui ha rivestito l’incarico di comandante provinciale ed evidenziando i successi operativi dei reparti del corpo, conseguiti soprattutto nel contrasto alle frodi fiscali, al riciclaggio, alle infiltrazioni della criminalità organizzata, ai reati contro la pubblica amministrazione, nonché alla contraffazione e al commercio abusivo.
Il colonnello Bixio, 48 anni, è di origini romane. Entrato all’Accademia di Bergamo nel 1993 per frequentare il corso di formazione quinquennale, si è laureato in giurisprudenza e scienze della sicurezza economico-finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata. Nel corso della carriera ha frequentato anche il corso superiore di polizia tributaria e ha conseguito il master in diritto tributario d’impresa all’Università Luigi Bocconi di Milano.
Proviene dal I Gruppo di Genova, dove si è occupato in particolare delle complesse inchieste sulla gestione delle infrastrutture autostradali scaturite dal crollo del ponte Morandi. Nel corso dei 23 anni di servizio ha ricoperto incarichi di comando operativo a Roma e a Torino, dove ha condotto articolate indagini (anche internazionali) su reati finanziari, frodi fiscali e riciclaggio. L’ufficiale, inoltre, ha prestato servizio per sei anni anche presso il comando generale della Guardia di finanza a Roma.






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Spero cara Marwa che lei ed i suoi colleghi di partito non abbiate l'ardire e la presunzione di confondere il voto referendario con un plebiscito […]
Privilegi? Quali Privilegi, loro li chiamano diritti, anzi..."tiritti" secondo la nuova vulgata. Per i doveri e le riforme si rimanda alle prossime generazioni.
Esatto, il detto in questione ai miei tempi era usato contro coloro i quali si rendevano protagonisti di vaniloqui o, come nel caso del nostro
A prescindere dal fatto che la legge era scritta male e la possibilità di influenza politica dei magistrati poteva essere alta, rimane il fatto che […]
Agricoltura? Guardi che ci vuole testa, oltre che preparazione, come in ogni attività...e sicuramente più che in certe esternazioni pseudo politiche. Anzi, nel caso citato,