“Igor il Russo” assolto per due rapine del 2015 a Ferrara: pena ridotta da 20 a 11 anni

Igor il Russo Norbert Feher

La quinta sezione penale della Corte di appello di Bologna ha assolto Norbert Feher, meglio conosciuto come “Igor il Russo”, dall’accusa di aver commesso due delle tre rapine che gli erano state contestate, e per le quali in primo grado era stato condannato dal tribunale di Ferrara a 20 anni di reclusione. La pena, di conseguenza, è stata ridotta a 11 anni.

Le rapine al centro del processo risalgono all’estate del 2015, quando la banda di cui faceva parte Feher, formata anche da Ivan Pajdek e Patrick Ruszo, seminò il terrore in tutto il Ferrarese: la rapina del 26 luglio del 2015 a Villanova di Denore, quella del 31 luglio a Mesola (nella casa di una donna di 90 anni, lasciata legata e imbavagliata nel letto per 48 ore) e quella del 5 agosto dello stesso anno a Coronella, dove un padre e la figlia furono sequestrati in casa per cinque ore e rapinati. In secondo grado Feher è stato giudicato colpevole solo per l’episodio criminale di Mesola.

Il 41enne, che nonostante l’appellativo con cui è noto alle cronache è in realtà di nazionalità serba, era però già stato condannato all’ergastolo con pena definitiva nel maggio del 2020 dalla Corte d’assise d’appello di Bologna per gli omicidi del barista di Budrio (in provincia di Bologna) Davide Fabbri – ucciso il primo aprile del 2017 – e del volontario di Portomaggiore (in provincia di Ferrara) Valerio Verri, assassinato l’8 aprile dello stesso anno, oltre che per il tentato omicidio dell’agente della polizia provinciale Marco Ravaglia.

Attualmente Feher, arrestato nel dicembre del 2017 dopo otto mesi di latitanza, è detenuto in Spagna, dove è stato condannato alla massima pena (un ergastolo che potrà essere sospeso a determinate condizioni, nel suo caso dopo non meno di 30 anni di reclusione) per uno dei tre omicidi di cui è stato riconosciuto colpevole in terra iberica, e a 25 anni di carcere ciascuno per gli altri due delitti a lui imputati: le vittime, in questo caso, sono l’allevatore 40enne José Luis Iranzo e gli agenti della Guardia Civil spagnola Víctor Romero (30 anni) e Víctor Jesús Caballero (38 anni).



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