I ristoranti di piazza Fontanesi piangono

Piazza Fontanesi Reggio Emiilia

Che i commercianti di Reggio Emilia siano i più beceri e piagnoni d’Italia lo sostengo da anni. Basti ricordare le infinite battaglie di retroguardia che hanno combattuto – spalleggiati dalle loro organizzazioni sindacali di categoria – contro la pedonalizzazione del centro storico.

Adesso, poverini, si lamentano con l’amministrazione comunale, colpevole di aver lasciato ai residenti qualche posto auto dove poter parcheggiare, quando rientrano a casa la sera dopo il lavoro.

Sì, perché questi posti auto – tolti agli aperitivisti, costretti a percorrere qualche centinaio di metri a piedi – avrebbero reso il centro “più vuoto”.

Naturalmente nessuna autocritica da parte dei “nostri”.
Nessuno che si sia chiesto se la minore affluenza non sia dovuta a motivi diversi.

Ad esempio alla scarsa qualità dell’offerta; all’eccesso dei prezzi; al mutamento – nel tempo – della clientela, oggi richiamata da alcuni locali che avrebbero dovuto aprire a Scampia, invece che in piazza Fontanesi e dintorni.

Si potrebbe continuare all’infinito.

Quello che però colpisce maggiormente nella lettera inviata dai “nostri” all’amministrazione è il totale silenzio sui problemi della piazza. Perché, naturalmente, quelli sono problemi che non li riguardano. Riguardano solo i residenti.

Come gli schiamazzi fino alle quattro-cinque del mattino; le centinaia di bottiglie di vetro gettate nei cassonetti poco prima della chiusura; le vie adiacenti, che sembrano orinatoi e spesso vomitatoi; le feste di laurea con cori goliardici a squarciagola; le risse tra giovani; la piazza al mattino, piena di bottiglie rotte, di lattine, di bicchieri e altro – che Kabul, in confronto, ci fa un baffo.

Hai visto mai uno dei “nostri” intervenire per chiedere a qualcuno dei loro clienti di comportarsi in modo civile, di cessare gli schiamazzi, di avere un minimo di rispetto per la piazza e per i residenti?

Già miracolati dall’amministrazione comunale (l’unica in Italia che consenta di somministrare bevande alcoliche fino alle due di notte; d’altronde l’assessora predica da anni urbi et orbi che è la movida a rivitalizzare il centro… la cultura è radical chic!), “i nostri” hanno espropriato la piazza, i portici e le vie adiacenti con distese chilometriche che impediscono perfino di passare; hanno portato la qualità della vita dei residenti vicino allo zero assoluto, costringendo qualcuno a trasferirsi (tra l’altro senza neppure riuscire a vendere la propria casa, perché oggi in piazza non vuole più venirci ad abitare nessuno).

Ebbene, i “nostri” oggi si lamentano perché il “centro storico” è più vuoto avendo ottenuto – i residenti – qualche posto auto in ora notturna.

Si può rispondere d’istinto?
Ma andate a cagare!




Ci sono 11 commenti

Partecipa anche tu
  1. Battisti

    Complimenti per lo splendido articolo .
    Sono perfettamente d’accordo , ma a fare quello che hai suggerito sono già tutti i clienti ed ex clienti di piazza Fontanesi .
    Quanto ad aspettarsi qualcosa da parte dei nostri è una pura astrazione .
    Continua !!!
    Ps
    Quanto all’otosita e stupidità dei commercianti sappiamo che essendo legati al molk dei soldi non vedono altro .

  2. marco

    Incredibile che ci sia gente che ha il coraggio di lamentarsi che una parte del centro ha finalmente trovato vita….oh ma il casino in centro c’è (e ben di più che a Reggio! ) in ogni centro storico di questo pianeta che non sia del tutto defunto!
    E poi come si fa a scrivere che i titolari dei locali dovrebbero chiedere ai loro clienti di fare piano quando sono nella piazza???? Ma in quale città mai visto accadere??
    Mah…

    • cittadino del centro

      in molte città (bologna, parma, trieste solo per citarne alcune) la tranquillità nelle zone di movida è oggetto di regolamentazione da parte dei comuni e di assunzione di responsabilità degli esercenti per i comportamenti dei clienti all’interno dei locali e nelle distese ottenute in concessione. questo a reggio purtroppo non avviene.

  3. Supermalli

    L’ordine pubblico non è certo compito dei bottegai… forse dovrebbe intervenire la polizia comunale o qualche severo controllore pubblico. Ma per il centro storico nessuna soluzione va bene per tutti perché ormai ognuno guarda ai suoi soli interessi personali. Peccato sarebbe un bel posto per vivere insieme, ma insieme è una parola molto difficile da capire… anche dagli avvocati!

  4. residente sofferente

    Concordo con l’avvocato Bonazzi. Sono evidenti le responsabilità dell’amministrazione e degli esercenti nel tollerare i comportamenti incivili di molti frequentatori della piazza e adiacenze. Questo danneggia concretamente la qualità della vita dei residenti. Le regole sono inadeguate e i controlli inesistenti. Reggio è tra le poche città che non ha ancora regolamentato la “movida”. Forse perchè il centro storico è un bacino elettorale che l’amministrazione da anni dà per perso?

  5. Antitaliano

    Mi piacerebbe sapere in quale luogo nell’universo mondo il bottegaio ha una dose minima di sale in zucca, e in quale luogo la gioventù non fa casino.


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