Come da timori della vigilia, nel tardo pomeriggio di venerdì 21 novembre si è trasformato in guerriglia urbana il pre-partita del contestato match di basket di Eurolega tra Virtus Bologna e Maccabi Tel Aviv, in programma al Paladozza di Bologna, impianto sportivo situato in piazza Azzarita, in pieno centro storico.
Prima della gara, da piazza Maggiore è partito un corteo che si è mosso dietro un grande striscione con la scritta “Show Israel the red card” (ovvero: “Mostra a Israele il cartellino rosso”), lo slogan di una campagna di pressione che da mesi chiede alle istituzioni di escludere le squadre israeliane dalle competizioni sportive europee in risposta ai massacri perpetrati dall’Idf (l’esercito israeliano) nella striscia di Gaza.
Circa cinquemila i manifestanti, con bandiere palestinesi, simbolici cartellini rossi e palloni da basket “insanguinati”, che hanno intonato cori contro il premier israeliano Netanyahu e contro il ministro dell’interno italiano Matteo Piantedosi.

Quando il corteo ha incontrato i cordoni della polizia, schierati a protezione di tutte le vie che avrebbero potenzialmente potuto consentire ai manifestanti di avvicinarsi troppo al palazzetto dello sport, sono partiti i disordini: da un lato i manifestanti hanno iniziato a lanciare palloncini di vernice, petardi, bombe carta e fumogeni, poi anche sampietrini; dall’altro la polizia ha risposto attivando gli idranti e lanciando lacrimogeni.
Poco dopo, però, il corteo si è spezzato in più parti e alcuni gruppi hanno usato i cassonetti stradali dei rifiuti e il materiale edile presente nel cantiere per la costruzione del tram per erigere delle barricate di fortuna, che successivamente sono state date alle fiamme. In alcuni punti la polizia è dovuta ricorrere a cariche di alleggerimento per respingere i manifestanti e impedire loro di avvicinarsi alla “zona rossa” istituita attorno al Paladozza.






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