La relazione tra i due, iniziata all’inizio del 2024, era finita lo scorso gennaio, proprio a causa dei comportamenti ossessivi del compagno – violenze psicologiche e offese – nei suoi confronti: ma la fine della convivenza, per una donna reggiana di 50 anni, anziché l’inizio di una nuova fase della vita è diventata un incubo di persecuzioni e minacce.
L’ormai ex compagno, infatti, ha iniziato a inviarle con insistenza (in un caso oltre 60 in meno di tre ore) messaggi molesti, offensivi e intimidatori, a pedinarla, a minacciarla; a seguirla fino a casa, citofonandole di continuo (e, in caso di rifiuto a farlo salire, urlando e insultandola in strada); ad appostarsi sotto casa per controllarne i movimenti e le frequentazioni; a farsi trovare a sorpresa nei locali abitualmente frequentati dalla donna, importunandola e minacciando gli uomini con cui la vedeva parlare; a scrivere persino agli amici dell’ex compagna per conoscere i suoi spostamenti; continuando, insomma, a manifestare verso di lei un attaccamento morboso e ossessivo, nonostante la cinquantenne avesse fatto chiaramente intendere che il sentimento passato non fosse più corrisposto da parte sua.
Alla fine la donna non ha potuto far altro che rivolgersi ai carabinieri di Guastalla, mettendo in fila tutti gli episodi di cui era stata vittima: al termine delle indagini, i militari hanno denunciato l’uomo, 48 anni, con l’accusa di atti persecutori e maltrattamenti in famiglia.
Sulla base di quanto emerso, la Procura di Reggio ha richiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari l’applicazione nei confronti dell’uomo delle misure cautelari del divieto di avvicinamento alla vittima e del divieto di comunicazione: il quarantottenne non potrà avvicinarsi all’abitazione dell’ex compagna, al suo posto di lavoro e ai luoghi da lei abitualmente frequentati, dovendo mantenere da questi una distanza di almeno 1.500 metri; non potrà inoltre comunicare con lei con nessun mezzo e in nessun modo, nemmeno per interposta persona.
Per vigilare sul rispetto del provvedimento, è stata prevista anche l’applicazione di un dispositivo di controllo a distanza, il cosiddetto “braccialetto elettronico”.







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