Nel tardo pomeriggio di sabato 8 febbraio i carabinieri di Brescello hanno arrestato un uomo di 40 anni di nazionalità colombiana, che poco prima era stato sorpreso a rubare all’interno di un’abitazione di Gattatico. L’uomo è stato bloccato dal figlio della proprietaria di casa, mentre un complice è riuscito a fuggire. Il quarantenne, risultato residente a Milano, alla luce della flagranza di reato è stato arrestato con l’accusa di furto aggravato in abitazione.
Rientrando a casa, madre e figlio hanno trovato due individui sconosciuti. Alla vista dei proprietari, i malviventi hanno tentato di scappare: uno è riuscito effettivamente a dileguarsi, mentre l’altro è stato fermato dal figlio della padrona di casa e trattenuto fino all’arrivo delle forze dell’ordine.
Allertati dalla donna, i carabinieri di Brescello sono rapidamente intervenuti, trovando l’uomo a terra nei pressi di una siepe nel cortile dell’abitazione. Una volta identificato, il cittadino colombiano è stato sottoposto a una perquisizione personale, durante la quale è stato trovato in possesso di un oggetto artigianale in plastica rigida, probabilmente utilizzato per forzare la serratura, e di una torcia; l’uomo, inoltre, aveva addosso un orologio con cinturino d’oro e un paio di cuffie bluetooth appartenenti al figlio della proprietaria dell’abitazione.
Le stanze della casa sono state trovate a soqquadro: durante il sopralluogo, i carabinieri hanno recuperato una federa da cuscino utilizzata dai ladri come sacco per la refurtiva, con dentro una console PlayStation pronta per essere portata via – ma rimasta lì dopo che i due malviventi erano stati scoperti. Dall’abitazione sono scomparsi invece alcuni profumi, presumibilmente sottratti dal complice in fuga.






Ultimi commenti
Sottoscrivo tutto in ogni punto di quanto scritto!!
Per un reato di questo tipo nella sua splendida terra di origine a quale cura sarebbe sottoposto?
...zzo! Pare che nei reparti del T.S.O. s'avverta un fremito di spaesamento: e adesso dove andranno a pescare i picchiatelli? Forse i pochi neuroni disponibili