Gas e nucleare nella tassonomia europea. Fiorini (Lega): “Sconfitti sinistra e verdi”. Pignedoli (M5S): “Voto vergognoso”

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Mercoledì 6 luglio il Parlamento europeo ha bocciato la risoluzione B9-0338-2022 che puntava a eliminare gas e nucleare dalla tassonomia verde europea. Hanno votato contro 328 europarlamentari, mentre i voti favorevoli sono stati 278 (lontano il traguardo per l’approvazione, fissato a quota 353 sì) e le astensioni 33. Grazie a questo voto, dunque, l’atto delegato della Commissione europea, che prevede invece l’inclusione di gas e nucleare tra gli investimenti “green”, potrà continuare il suo iter.

Soddisfatta la deputata emiliana della Lega Benedetta Fiorini: “Sì del Parlamento europeo all’inclusione di gas e nucleare tra gli investimenti green, come la Lega ha sempre sostenuto. Basta con i “no” frutto di politiche ideologiche e controproducenti per il nostro Paese, che penalizzano famiglie e imprese. Sconfitti sinistra europea e verdi, che evidentemente vivono scollegati dalla realtà e dalle emergenze dell’economia italiana. Oggi si apre un capitolo nuovo e fondamentale sia per affrontare la domanda sempre più crescente di energia elettrica sia per garantire un sistema energetico sicuro, stabile e green”.

Opposta, invece, la visione di Sabrina Pignedoli, europarlamentare del Movimento 5 Stelle: “Su uno dei più importanti provvedimenti della legislatura europea, dal quale dipende il futuro del Green New Deal e quindi dell’Europa stessa, Italia Viva vota con le destre, mentre Insieme per il futuro (il nuovo partito di Luigi Di Maio, ndr) si astiene. Prendiamo atto del loro voto sulla tassonomia, che non ci sorprende affatto. Chissà quando se ne accorgeranno anche le altre forze del campo progressista”.

“Ci abbiamo creduto fino in fondo, come Movimento 5 Stelle e come deputati e deputate schierati dalla parte di una vera transizione ecologica, ma con il voto di oggi al Parlamento europeo nucleare e gas sono entrati nella tassonomia”, ha ammesso Pignedoli. “Se questi sono i risultati del Green Deal, viene da chiedersi se non sia una buffonata, una serie di buoni propositi per fare bei discorsi a lungo termine. Il risultato di oggi è vergognoso: parliamo di Green Deal e di energie rinnovabili e poi, alla prova dei fatti, arriva questo voto in cui ognuno porta avanti i propri interessi. La strada della transizione ecologica è lastricata di buone intenzioni e purtroppo di fatti che vanno nella direzione contraria alle belle parole. Questo lo sospettavamo, oggi lo abbiamo visto”.



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