Alla fine, per fortuna, la tensione tra Fratelli d’Italia e il centro sociale Aq16 è rimasta solo “sulla carta”: o meglio sui social, con i proclami incrociati e le previsioni di possibili disordini che non si sono tradotte in fatti.
È stato un confronto a distanza, quello di lunedì 20 luglio nella zona dell’ex Foro Boario di Reggio Emilia. Da una parte il flash mob organizzato da Fratelli d’Italia, con una manciata di esponenti del partito – tra questi il segretario provinciale Alessandro Aragona e il capogruppo in consiglio comunale Cristian Paglialonga – dietro un piccolo striscione con la scritta “Sgomberare Aq16”, per chiedere appunto lo sgombero dell’immobile di via Fratelli Manfredi 14 (di proprietà comunale) che da oltre 23 anni è occupato dall’associazione Aquarius – Aq16.
Dall’altra parte, schierati (anche fisicamente) a difesa dell’ingresso del fabbricato, alcune decine di attivisti e attiviste, che hanno risposto all’appello del centro sociale animando la contromanifestazione-presidio “Aq16 non si tocca”, convocata proprio da Aq16 in risposta all’annunciata presenza degli esponenti di Fratelli d’Italia: bandiere antifasciste, di Laboratorio Aq16, della Palestina, e sulla facciata del centro sociale un grande striscione con la scritta “CARLO VIVE – Giù le mani dagli spazi sociali” – il riferimento è a Carlo Giuliani, il ventitreenne ucciso durante il G8 di Genova del 2001, di cui proprio lunedì 20 luglio ricorrono i 25 anni dalla morte.
(video di Dario De Lucia)






Spaventosa la stupidità affiorante dal video. Si son scordati di menzionare che carlo aveva lanciato un estintore contro le forze dell’ordine, che era ovviamente un gentile omaggio. Ci meritiamo questi frutti malati.