Fotografia Europea, il collettivo Vaste Programme vince il premio Giovane Fotografia Italiana

The Long Way Home of Ivan Putnik Truck Driver

Domenica 20 giugno ai chiostri di San Domenico a Reggio, nell’ambito del festival Fotografia Europea, è stato proclamato il vincitore dell’ottava edizione di Giovane Fotografia Italiana: il premio di 4.000 euro, istituito per sostenere e finanziare la ricerca e la produzione artistica under 35, è andato al collettivo romano Vaste Programme, nato nel 2017 dall’incontro tra Leonardo Magrelli, Alessandro Tini e Giulia Vigna, la cui ricerca si è sviluppata negli ambiti della post-fotografia e dei nuovi media.

In particolare nella loro pratica l’utilizzo di materiali e oggetti che appartengono all’esperienza quotidiana più comune, e ai quali spesso non si fa caso, si combina con l’adozione e la rimessa in circolo di immagini trovate, per rivelarne aspetti imprevisti e nuovi significati.

Il collettivo Vaste Programme è stato decretato vincitore per il progetto “The Long Way Home of Ivan Putnik, Truck Driver” da una giuria composta da Diane Dufour per la direzione del festival Fotografia Europea, dalla photo editor e direttrice artistica di Cortona On The Move Arianna Rinaldo e dal curatore e docente Carlo Sala con questa motivazione: “Per aver realizzato un lavoro in bilico tra realtà e finzione, dove il display espositivo coinvolge lo spettatore in una narrazione apparentemente ludica ma che sa evocare una serie di questioni sociali e geopolitiche, che invitano il fruitore ad avere una relazione attiva con l’opera per innescare un processo di scoperta continua. Questo progetto è una metafora della nostra esistenza contemporanea, in cui si attraversa a grande velocità un deserto che non comprendiamo a cui è necessario dare forma e senso”.


Il progetto presenta, nella forma di un diario visivo, la storia di Ivan Putnik, camionista russo impegnato nel suo lungo viaggio di ritorno a casa: attraversando da un capo all’altro la Russia e le sue zone più remote, il protagonista scatta e annota una grande quantità di fotografie, di cui viene qui proposta una piccola selezione. Tracce particolari, disseminate all’interno delle foto e del racconto, instillano tuttavia nello spettatore più attento alcuni dubbi sulla veridicità di quanto presentato.

Esplorando su Internet le mappe dei territori russi che si trovano più a nord del circolo polare artico, si scopre immediatamente che Google Street View è del tutto assente. In quei luoghi le uniche immagini reperibili su Google Maps sono fotografie sferiche caricate e geolocalizzate dagli utenti comuni. Molte di queste immagini meritano di essere viste, e “The Long Way Home of Ivan Putnik, Truck Driver” nasce proprio da questo intento: a partire dal sorprendente materiale visivo raccolto dagli autori, e attraverso l’espediente della narrazione, il progetto fonde insieme i processi di adozione e rimessa in circolo delle immagini con quelli della risignificazione e della vero-fiction.

Gli scatti del collettivo, così come quelli degli altri partecipanti alla mostra “Reconstruction” (Domenico Camarda, Irene Fenara, Alisa Martynova, Francesca Pili, Martina Zanin ed Elena Zottola, selezionati attraverso una call pubblica), rimarranno esposti ai chiostri di San Domenico fino al 4 luglio nell’ambito del festival Fotografia Europea. La mostra, a ingresso gratuito, si può visitare il sabato, la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 20.



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