Alcune fonti egiziane, dietro la protezione dell’anonimato, hanno riferito all’agenzia di stampa Ansa che il nome di Patrick Zaki è stato inserito in una black-list che gli impedirà di lasciare il paese nordafricano e tornare in Italia prima della fine del processo a suo carico e dell’eventuale assoluzione: una versione diversa rispetto a quanto sostenuto dallo stesso Zaki, che domenica scorsa intervenendo in collegamento nel corso della trasmissione “Che tempo che fa” su Rai 3 aveva confidato al conduttore Fabio Fazio di ritenere di non avere alcun divieto pendente su eventuali viaggi all’estero (“Credo di poter venire in Italia al più presto, voglio essere a Bologna magari domani, sarebbe un sogno, spero di farcela”).
Lo studente e ricercatore egiziano dell’università di Bologna è stato scarcerato solo da pochi giorni (lo scorso 8 dicembre) dopo 22 mesi di detenzione ininterrotta in Egitto: era stato infatti arrestato il 7 febbraio del 2020 al suo arrivo all’aeroporto del Cairo, e da allora la sua custodia cautelare era stata rinnovata senza soluzione di continuità.
La svolta nella vicenda è arrivata durante la terza udienza del processo a suo carico, celebrato di fronte a un tribunale d’emergenza a Mansura, in Egitto. I giudici egiziani, infatti, hanno finalmente deciso per la liberazione del trentenne, anche se non si tratta di un’assoluzione: il processo, infatti, andrà avanti, e Zaki dovrà essere in aula in occasione della prossima udienza, fissata per il primo febbraio del 2022.
Il giovane ricercatore, attivista per i diritti umani e di genere, è ancora accusato di “diffusione di notizie false dentro e fuori il paese” per alcuni articoli giornalistici, tra cui uno del 2019 relativo alla situazione della minoranza cristiana copta nel paese nordafricano, descritta come perseguitata dall’Isis e discriminata da frange della società musulmana. Non ci sono al momento previsioni attendibili sulla possibile durata del processo: qualora dovesse essere condannato per quelle accuse, in ogni caso, Zaki rischia una pena fino a cinque anni di detenzione.






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E' un vero peccato, perchè Delmastro ha una intrigante espressione da persona sveglia e capace.
Ma chissenefrega!
La nipote di Sandokan ha sicuramente portato voti ai sostenitori del Sì, essendo simpatica come un gatto attaccato ai mar...
Neanche tanto originali, mi sia consentito, le battutine sarcastiche del Nostro! Un banale e prevedibile elenco, niente di aulico, come le celebrazioni sinistre.
Neanche tanto originali, mi sia consentito, le battutine sarcastiche del Nostro! Un banale e prevedibile elenco, niente di aulico, comee celebrazioni sinistre.