Fino a marzo a Reggio sei mesi di riflessioni sulla “Identità Inquieta” individuale e collettiva

Identita Inquieta

Mercoledì 28 settembre a Reggio è stato presentato “Identità Inquieta”, un cartellone di iniziative culturali – mostre, eventi, appuntamenti – che per sei mesi (da ottobre di quest’anno a marzo del 2023) punta a far riflettere la città sul tema dell’identità, individuale e collettiva, e sul senso dell’essere nel mondo, a partire dalle domande che con urgenza emergono dai contesti più fragili e inattesi.

Non è un caso che la rassegna sia stata presentata in occasione della Settimana della salute mentale e negli spazi del Padiglione Lombroso dell’ex ospedale psichiatrico di Reggio, che attualmente ospita il Museo di storia della psichiatria: un posto che un tempo era segnato da chiusura ed esclusione, ma che oggi al contrario è integrato in un percorso di apertura e inclusione.


Il cartellone di eventi (qui il programma completo) è stato promosso con un grande lavoro corale da un articolato sistema di istituzioni culturali, sociali e sanitarie reggiane: il Comune di Reggio Emilia, la Fondazione Palazzo Magnani e le Farmacie Comunali Riunite, con la partecipazione dei Musei civici di Reggio, del settore cultura del Comune, dell’Ausl reggiana, della Collezione Maramotti, della Fondazione I Teatri di Reggio, della Fondazione nazionale della danza/Aterballetto, del cinema Rosebud, del progetto Strade/Consorzio Oscar Romero, dell’istituto musicale Peri-Merulo, di Istoreco, della biblioteca Panizzi, dell’Istituto regionale “Giuseppe Garibaldi” per i ciechi, del Reggio Film Festival e con La Galleria Bper Banca di Modena e il Festival dell’Outsider Art e dell’arte irregolare di Piacenza.

Le iniziative in programma sono state ideate affinché tutte le persone, anche quelle più fragili, insieme a professionisti e professioniste della cultura, della cura e dell’educazione, possano essere coinvolte in percorsi dedicati integrati e adeguati su misura, affinché chiunque possa portare il proprio contributo alle riflessioni sull’identità e possa fruire pienamente dell’offerta culturale della città di Reggio.


“Identità Inquieta non è soltanto un palinsesto di eventi, ma uno spazio di riflessione sul senso e sul significato del vivere nel mondo di oggi”, ha spiegato l’assessora a cultura, marketing territoriale e pari opportunità del Comune di Reggio Annalisa Rabitti: “Nella complessità odierna l’identità è mobile e molteplice, plurale e fluida. Spesso l’identità soggettiva è definita sulla base di assoluti esclusivi che inevitabilmente risultano riduttivi, impedendo la coesistenza delle identità nello spazio pubblico e privato dell’esistenza e conducendo a situazioni di esclusione e di non riconoscimento dell’altro o di alcune sue dimensioni”. Non è dunque un caso, secondo Rabitti, “che attraverso la cultura si chieda alla città di Reggio di ripensare alla propria identità inquieta”.

La Settimana della salute mentale, ha sottolineato il professor Gian Maria Galeazzi, direttore del Dipartimento attività integrata salute mentale e dipendenze patologiche dell’Ausl di Reggio, “riparte in presenza e trova il suo centro di gravità nel tema dell’identità. Tutti attualmente risentiamo delle incertezze relative all’evoluzione della pandemia di Covid-19 e della guerra in Ucraina: abbiamo pensato che avesse senso promuovere un possibile antidoto a questa spiccata precarietà esistenziale che stiamo vivendo, dirigendo la riflessione sui valori e la personalissima concezione di sé in cui ogni individuo si riconosce”.

Il contributo della Fondazione Palazzo Magnani al programma di “Identità Inquieta” consisterà in una grande mostra nei rinnovati spazi di Palazzo Magnani dal titolo “L’arte inquieta. L’urgenza della creazione. Paesaggi interiori, mappe, volti: 140 opere da Paul Klee ad Anselm Kiefer”: dal 12 novembre, per la prima volta, i grandi interpreti dell’arte del Novecento europeo entreranno in dialogo con autori le cui opere inedite provengono dall’archivio del San Lazzaro di Reggio, una grande collezione che oggi è tra le maggiori nel settore in Europa.


La fondazione, ha ricordato il suo direttore Davide Zanichelli, “è da tempo impegnata in progetti di accessibilità e welfare culturale e ha da subito aderito alla progettazione di questo cartellone collettivo, essendo noi convinti che l’arte abbia un ruolo fondamentale nella costruzione e nello sviluppo di una solida identità individuale e sociale”.

Il presidente di Fcr Andrea Capelli, infine, ha ricordato che “con lo sviluppo del progetto Reggio Emilia Città senza barriere, voluto dall’amministrazione comunale, abbiamo ulteriormente arricchito il nostro ruolo, promuovendo e praticando interventi per il superamento di ogni barriera, sia fisica che mentale o culturale. È in questo quadro che insieme al Comune, a Palazzo Magnani e con la partecipazione dei tanti partner di questa iniziativa abbiamo contribuito all’elaborazione e alla progettazione delle iniziative di “Identità inquieta”, che consideriamo un tangibile segno della volontà di tanti cittadini e organizzazioni di darsi tempo per riflettere e approfondire come abitare questo tempo fragile”.



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