“Ho sottoscritto con convinzione la richiesta del Pd alla Giunta, avanzata tramite un’ interrogazione della collega dem Palma Costi, di costituirsi parte civile nel processo che sarà istruito per il femicidio plurimo di Castelfranco dell’Emilia (Modena). Richiesta che fa riferimento all’articolo 26 della legge regionale del 2014 sulla parità e contro le discriminazioni, laddove prevede che la Regione Emilia-Romagna possa valutare l’opportunità di costituirsi parte civile, devolvendo l’eventuale risarcimento a sostegno delle azioni di prevenzione contro la violenza sulle donne”. Così Roberta Mori, consigliera regionale e portavoce della Conferenza regionale delle Donne Democratiche.
“C’è una battaglia invisibile – sottolinea – che si sta consumando fuori e dentro le mura domestiche, quella per la sopravvivenza delle donne vittime di violenza. Il femicidio plurimo di Castelfranco Emilia è un orrore che va ad aggiungersi a una mattanza senza fine, sulla quale non è ammessa nessuna rassegnazione”. “Le donne – mette in evidenza Mori – devono essere sostenute e protette, la valutazione del rischio deve essere adeguata; sminuire o sottovalutare i segnali di pericolo può impedire di evitare una morte annunciata. Per questo, bene ha fatto la Conferenza delle democratiche modenesi a stigmatizzare l’ennesima uccisione e a denunciare l’inadeguatezza del sistema giudiziario”.
“Ogni donna vittima di violenza è una ferita che sanguina per tutta la comunità regionale e un fallimento per lo Stato di diritto” sottolinea Mori e aggiunge: “La Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, istituita dal 2004, si è già attivata in aiuto del figlio adolescente della donna uccisa, unico sopravvissuto alla strage familiare. Allo stesso modo, occorre, a livello regionale, continuare a sostenere le politiche attive previste dal Piano triennale regionale contro la violenza di genere, i centri antiviolenza e i nuovi istituti previsti, come il reddito di libertà, il reinserimento sociale e lavorativo e il diritto alla casa per le donne vittime di violenza”.






Ultimi commenti
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo
C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
Ariani certificati però, mansueti e sottomessi, meglio se anche masochisti d'annata e senza certificato antifascista, utile per saltare la fila.
Sembrano persone pacifiche alle quali è chiesto, in Italia, di non contrastare la nostra Costituzione. Tuttavia anche a loro è possibile parlare del Vangelo.
Scusi signor Salsi ma a me lei dal suo profilo mi sembra solo l'ennesimo amico dell'amico a cui il comune gira una caterva di soldi […]