Crisi energetica più conflitto Russia – Ucraina: un binomio che spinge verso il basso la ripresa della economia italiana. Secondo un’indagine effettuata da Censis e Confcooperative sono infatti a rischio 184 mila imprese con almeno tre addetti al loro interno. La stima è stata elaborata sui dati forniti dall’analisi del rapporto del Fmi.
Le aziende più a rischio sono le imprese dei servizi fra le imprese dei servizi (20,5%) e le piccole (21,3% nella classe 3-9 addetti). In totale un esercito di quasi 1,4 milioni di lavoratori (il 10,5% sul totale) che rappresentano il 10,9% del valore aggiunto del sistema produttivo.
Nel primo semestre di quest’anno il 29,8% delle imprese italiane – oltre 285 mila, di cui 221 mila attive nel terziario – già non è in grado di recuperare i livelli di capacità produttiva precedenti la pandemia.
Secondo lo studio il 61,7% è invece già tornato a un regime produttivo in linea con i livelli pre pandemia (il 65,1% nell’Industria, il 60,2% nei servizi), mentre l’8,5% (circa 82 mila imprese) ha fortunatamente superato la fase critica con un incremento della capacità produttiva rispetto a due anni fa. La quota nel terziario però scende al 6,7% e nell’industria supera il 12%, così come minore è l’incidenza fra le piccole imprese (il 6,6% nella classe 3-9 addetti) e maggiore fra le più grandi (il 23,9% nella classe con almeno 250 addetti).






Ultimi commenti
Concordo!!!
La sinistra italiana fa parte delle sinistre europee. Loro pensano di fare il bene del popolo ma il popolo non li capisce perchè si tratta […]
Che bello leggere chi riesce a trasformare i "ma andate a cagare!" che ti frullano in testa in ragionamenti articolati, intelligenti e ben scritti. Possiamo
Grazie per il contributo. Credo che lei abbia elencato tutti i motivi per i quali anche stavolta voterò PD la prossima volta
Devono esistere i "principi non negoziabili", o "non manipolabili" come li definiva Papa Benedetto XVI°, per un cattolico in politica. Non manipolabili nel senso che […]