Lo scorso 17 febbraio la giunta comunale di Reggio Emilia ha incontrato la Consulta e i residenti del centro storico nell’ambito di “Fuori dal Comune”, l’iniziativa di ascolto del territorio che ogni mese porta sindaco e assessori a confrontarsi con i quartieri e le frazioni della città.
“Non abbiamo la bacchetta magica”, ha detto il sindaco Massari a chi lamentava il persistere di situazioni di degrado e insicurezza. Una risposta contestata dal coordinamento cittadino di Forza Italia: “Non è onestà: è resa. I cittadini non chiedevano magie, ma una cosa molto più semplice: che chi governa governi. Invece, alla prima occasione di confronto diretto con la città, l’amministrazione ha portato giustificazioni e paragoni con altre città. Un invito esplicito ad abbassare le aspettative. Non lo accettiamo”.
Massari, durante l’incontro, ha ricordato che l’e-commerce ha cambiato le abitudini dei consumatori e che tutte le città occidentali stanno affrontando gli stessi problemi per quanto riguarda il commercio: “Vero”, concede Forza Italia, “ma prendere atto di un fenomeno senza proporre nulla è solo un alibi. Le città che stanno reagendo lo fanno con incentivi fiscali per chi apre nel centro, con destinazioni d’uso flessibili, con investimenti mirati in attrattività. Reggio non ha presentato nulla di tutto questo. ‘Il copione è lo stesso ovunque’ non assolve chi si limita a recitarlo senza cercare un finale diverso”.
Il sindaco ha anche detto che la sicurezza “non è di destra o di sinistra”: “Siamo d’accordo”, dicono il coordinatore cittadino del partito Luca Vezzani e la sua vice Mariarosaria Tedesco: “Eppure, per anni ogni richiesta concreta di presidio, di controllo, di risposta al degrado è stata liquidata da questa maggioranza come allarmismo o strumentalizzazione. I residenti hanno dovuto aspettare una serata pubblica per sentirsi finalmente riconoscere ciò che vivono ogni giorno”.
Massari ha poi citato il crack come nuova emergenza e ha parlato di politiche migratorie che “danno segni di forte fallimento”: parole “significative”, secondo Forza Italia, “per un’amministrazione di centrosinistra. Ma il coraggio nelle parole deve diventare coraggio nelle scelte: più agenti, presidio costante, tolleranza zero sullo spaccio, collaborazione piena con prefettura e forze dell’ordine. Dire che ‘inasprire le pene non serve’ mentre il centro si svuota non è una risposta: è un’altra forma di resa. I reati si contrastano anche prevenendoli, con presenza e deterrenza. Non soltanto con politiche sociali dai tempi lunghi e dai risultati incerti”.
Il sindaco ha inoltre fatto riferimento anche ai grandi mali strutturali di quest’epoca: l’inverno demografico, i giovani che emigrano, la pubblica amministrazione che non trova personale. “Fenomeni reali”, per Vezzani e Tedesco, “ma Reggio non è governata da ieri. Il centrosinistra amministra questa città ininterrottamente da ottant’anni. Le scelte urbanistiche, sociali ed economiche di quei decenni hanno costruito, o mancato di costruire, il tessuto che oggi mostra le sue crepe. Presentare queste crepe come eredità del fato è un esercizio di disonestà politica”.






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