La Lega torna a puntare i riflettori sulla diga di Vetto per attaccare il Pd. Per il segretario regionale Matteo Rancan, il segretario provinciale di Reggio Roberto Salati e il consigliere regionale Tommaso Fiazza “fa quasi sorridere leggere le dichiarazioni dell’assessore regionale Alessio Mammi che, nell’intervista pubblicata da Il resto del Carlino, prova a intestarsi la partita della diga di Vetto. La realtà è però sotto gli occhi di tutti: se quest’opera è rimasta ferma per oltre trent’anni lo dobbiamo alle politiche e alle resistenze della Regione Emilia-Romagna a guida Pd”.
Oggi, secondo la Lega, la situazione si è finalmente sbloccata “soltanto grazie alle scelte del ministro Matteo Salvini, che ha stanziato i fondi e nominato il commissario straordinario, mettendo nero su bianco tempi e responsabilità chiare”. Per il Carroccio “è ridicolo che il Pd provi a rivendicare meriti che non ha. Per la prima volta, un’infrastruttura di questa portata viene tolta dalle logiche di partito che per anni hanno condizionato le scelte regionali. Forse questo può dare fastidio a chi ha sempre preferito l’immobilismo alle decisioni, ma le nostre priorità restano chiare: la salvaguardia dell’Enza, la sicurezza dei cittadini e il sostegno concreto alle attività agricole e produttive della valle”.
Rancan, già consigliere regionale e oggi segretario della Lega Emilia, ha ricordato il lungo percorso politico per arrivare a questo punto: “Per anni abbiamo portato avanti questa battaglia tra mille difficoltà, denunciando l’inerzia e le contraddizioni della sinistra regionale. Troppe volte ci siamo sentiti dire che la diga non era una priorità, mentre il territorio affrontava alluvioni, siccità e crisi idrica. Oggi, grazie al lavoro del ministro Salvini, la diga di Vetto è finalmente una realtà che avanza: questo dimostra che la coerenza e la tenacia alla fine pagano”.
Il commissario straordinario, ha assicurato la Lega, “garantirà una soluzione all’altezza delle esigenze idriche ed economiche del territorio. Non servono invasi ridotti o compromessi al ribasso: servono scelte coraggiose, un’opera di grandi dimensioni capace di affrontare seriamente i cambiamenti climatici, prevenire le piene e sostenere le nostre produzioni agricole. Grazie al lavoro del governo e del ministro Salvini, la diga di Vetto non è più nel libro dei sogni ma è un progetto concreto, con risorse stanziate e un commissario di alto profilo. È questo il cambio di passo che i cittadini e le imprese aspettavano da decenni, non certo gli annunci di chi ha bloccato l’opera per interessi di parte”.







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