Diabete, Pd: impegno cura e prevenzione

Ospedale Sant’Orsola Bologna

Formare il personale sanitario per la prevenzione della chetoacidosi diabetica e il personale scolastico per gestire in sicurezza a scuola i bambini con diabete. Mantenere costante l’impegno della Regione nella prevenzione e nella cura del diabete. Sono i contenuti delle due risoluzioni presentate rispettivamente da Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia) e Pasquale Gerace (Pd) primo firmatario.

Respinta la prima, approvata la seconda, firmata anche da: Nadia Rossi, Francesca Maletti, Katia Tarasconi, Manuela Rontini, Marilena Pillati, Antonio Mumolo, Lia Montalti, Andrea Costa, Roberta Mori, Matteo Daffadà, Stefano Caliandro e Massimo Bulbi (Partito democratico), Giulia Pigoni e Stefania Bondavalli (Lista Bonaccini), Silvia Piccinini (Movimento 5 Stelle), Silvia Zamboni (Europa Verde).

“La chetoacidosi- ha sottolineato Tagliaferri- può portare danni permanenti, soprattutto nei più giovani. Il 40% di casi di diabete mellito colpisce bambini sopra i cinque anni, per cui il sistema sanitario emiliano-romagnolo deve dare una risposta organica. È fondamentale eseguire una diagnosi precoce della malattia ma con l’emergenza Covid le visite diabetologiche hanno subito forti rallentamenti. La gestione del diabete nei bambini ha bisogno di linee guida e personale preparato, specie in un’età in cui occorre educare al consumo di cibo. Ecco perché occorre formare adeguatamente il personale sanitario dei pronto soccorso e il personale scolastico. Auspico anche uno screening capillare, con attenzione alle aree montane e interne, con procedure non invasive. L’obiettivo è migliorare la vita dei diabetici e delle loro famiglie”. Tagliaferri ha concluso rimarcando “il proprio dispiacere per il fatto che non si sia portato in Aula un testo condiviso”.

“Oltre a impegnare la Giunta a mantenere costante la prevenzione e la cura del diabete- ha spiegato Gerace- dobbiamo avviare la formazione di sanitari e care giver per l’uso di un nuovo farmaco per il trattamento del diabete in fase di emergenza, il glucagone. Occorre inoltre implementare la pratica della telemedicina per dare ai malati cronici maggiore continuità assistenziale. In ogni caso, sulla cura del diabete l’Emilia-Romagna non è all’anno zero. Dagli anni ’90 possiamo contare su un’assistenza integrata del paziente diabetico che coinvolge più figure professionali fra medici, pediatri e diabetologi. Le associazioni dei pazienti fanno parte di tavoli di lavoro regionali sulle patologie diabetiche. La nostra regione, inoltre, ha introdotto l’uso di un sensore per il monitoraggio continuo della glicemia, utilissimo soprattutto per i bambini. La capacità di gestire il diabete è importante per garantire una qualità di vita soddisfacente”.

Per Simone Pelloni (Lega) “le due risoluzioni presentano impegni molto diversi anche se si tratta della stessa malattia”. In riferimento alla risoluzione di Gerace ha puntualizzato: “Credo non sia sufficiente mantenere costante l’impegno della Regione. E’ necessario piuttosto un miglioramento, così come è necessario un supporto assistenziale anche attraverso la telemedicina, in particolare per le aree montane e interne”.

Stefania Bondavalli (Lista Bonaccini) ha commentato: “Questo impegno riguarda la salute e la qualità di vita. La nostra regione è sempre stata molto attenta, offrendo soluzioni all’avanguardia, ed è bene proseguire su questa strada, anche attraverso la formazione di chi ha il compito di somministrare farmaci salvavita. Sarà fondamentale far sì che il glucagone sia sempre disponibile nelle farmacie. Continueremo il monitoraggio in tal senso”.

(Lucia Paci)



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