Denuncia di Possibile: Reggio tra i Comuni che boicottano referendum sulla cannabis legale

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“Fa male, da cittadine e cittadini reggiani prima ancora che da attivisti politici, vedere il nostro Comune nella lista di quelli che ancora non hanno consegnato i certificati elettorali al comitato promotore del referendum per la legalizzazione della cannabis, impedendo di fatto il deposito delle firme alla Corte di Cassazione.” Lo dichiara il comitato reggiano di Possibile, il partito fondato da Giuseppe Civati e attualmente guidato da Beatrice Brignone, dopo la pubblicazione sul sito dell’Associazione Luca Coscioni della lista dei comuni inadempienti.

“Siamo assolutamente certi – continua Possibile – del fatto che non si tratti di un consapevole boicottaggio, ma di un ritardo dovuto al sovraccarico degli impiegati, che ringraziamo per il loro prezioso lavoro. Rimane il fatto – tuttavia – che gli uffici elettorali sono tenuti per legge a consegnare i certificati elettorali ai promotori entro 48 ore dalla richiesta, e sarebbe semplicemente una follia se il referendum non potesse svolgersi a causa della loro inadempienza: una frattura nei rapporti tra cittadini e istituzioni che difficilmente si potrebbe sanare.”

“Reggio Emilia non è l’unico comune della provincia in questa situazione. Anche Scandiano, Casalgrande, Castellarano, Toano, Casina e Vezzano non hanno ancora risposto al comitato promotore. La situazione deve risolversi al più presto e le amministrazioni comunali coinvolte dovrebbero aprire una discussione pubblica sui motivi dei ritardi, chiedendo loro stessi al governo una proroga rispetto al termine della consegna delle firme, prevista per il 30 settembre, viste le difficoltà che stanno causando. Ci auguriamo in ogni caso che già nella giornata di oggi i certificati elettorali possano essere consegnati.”