Giovedì 19 marzo il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e l’assessore regionale alle politiche per la salute Massimo Fabi hanno visitato l’hospice Casa Madonna dell’Uliveto, a Montericco di Albinea, in occasione del 25° anniversario: proprio lì, il 19 marzo 2001, aprì infatti ufficialmente non solo la prima struttura dedicata ai pazienti affetti da patologie croniche degenerative sul territorio emiliano-romagnolo, ma una delle prime di questo genere in tutta Italia.
Se all’epoca quella reggiana era una vera rarità, in un quarto di secolo le cose sono cambiate e la rete è decisamente cresciuta: nel 2025 sono state quasi 6.500 le persone prese in carico grazie ai 324 posti letto a disposizione nelle 23 strutture regionali (il numero più alto di sempre) distribuite in tutte le province. Nel prossimo futuro, inoltre, è prevista l’attivazione di altri due hospice in Emilia-Romagna, per un totale di altri 28 posti letto in più.
“Abbiamo voluto essere qui oggi per portare di persona una testimonianza della riconoscenza verso gli operatori sanitari che si occupano di un aspetto così delicato come quello delle cure palliative”, ha detto de Pascale: “L’umanità, la professionalità e la competenza delle professioniste e dei professionisti è fondamentale verso pazienti che spesso sopportano un fardello pesantissimo, che si riverbera inevitabilmente sui loro cari e sulle loro famiglie. La Regione intende supportare la rete con un atto concreto e siamo pronti ad aumentare la tariffa per la degenza, coerentemente con le indicazioni nazionali che sono in discussione proprio in questi giorni, come riconoscimento della qualità dell’assistenza specialistica offerta”.
La rete regionale degli hospice dell’Emilia-Romagna “rappresenta un’eccellenza a livello nazionale e non solo”, aggiunge Fabi: “Essere qui oggi è emozionante: questa struttura è nata grazie alla generosità e alla visione di chi avrebbe voluto vivere la propria malattia proprio in un luogo così, accogliente e bello, e a 25 anni di distanza la Casa Madonna dell’Uliveto rappresenta ancora un modello attuale per tutta la regione. Le terapie contro il dolore e le cure palliative sono centrali nella riorganizzazione sanitaria che stiamo portando avanti, così come il sostegno alle famiglie, troppo spesso lasciate sole di fronte a situazioni drammatiche”.
L’idea di un hospice nel Reggiano nacque alla fine degli anni Novanta e si concretizzò quando la diocesi di Reggio, tramite la parrocchia di Albinea, concesse in uso gratuito gli edifici annessi alla chiesa di Santa Maria dell’Oliveto. Il progetto per la realizzazione della struttura iniziò contemporaneamente all’emanazione della normativa, attivando di fatto il primo hospice in Emilia-Romagna e uno tra i primi in Italia, e si dimostrò molto innovativo anche per il coinvolgimento nel gruppo progettuale di tutti gli stakeholder e della cittadinanza, con un’integrazione tra pubblico e privato che rese possibile la creazione di 12 posti letto e l’attivazione di una serie di servizi a supporto dei pazienti e dei loro familiari.
Il 7 marzo 2001 l’allora ministro della sanità Umberto Veronesi visitò l’hospice di Montericco e scrisse nel Libro degli ospiti: “Con infinita ammirazione per un’opera che segna un sostanziale progresso di civiltà”. Il 19 marzo il Comune di Albinea autorizzò la Casa Madonna dell’Uliveto a iniziare la propria attività: il giorno successivo entrò la prima malata, Giulia, dimessa poi il 12 aprile dopo essere stata stabilizzata.






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