I presidenti Domenico Basso di Agriform e Ivano Chezzi di Parmareggio hanno firmato il patto per la fusione per incorporazione della prima società nella seconda, che sarà formalizzata entro la fine di quest’anno per essere poi operativa dal mese di gennaio 2021.
Il colosso emiliano Parmareggio, con sede a Modena e operativo nel mercato nel Parmigiano Reggiano (con 2.000 dipendenti e oltre un miliardo di euro di fatturato), si unirà dunque con la cooperativa di Sommacampagna (in provincia di Verona), prima realtà veneta nel settore di Grana Padano, Asiago, Piave e altri formaggi tipici regionali Dop (con oltre mille soci e 150 milioni di euro di fatturato).
Dal primo gennaio nascerà quindi un soggetto unico che debutterà con un fatturato di circa 580 milioni – di cui 170 grazie all’export – e che mira ai vertici del mercato dei formaggi grana Dop, potendo peraltro garantire il controllo completo della filiera produttiva attraverso le rispettive basi sociali: il nuovo gruppo riunirà infatti oltre duemila allevatori e una ventina di caseifici soci.
Il processo di integrazione riconosce alla componente veneta una quota di minoranza “qualificata” nella nuova società, protetta da una serie di patti parasociali, che le consentiranno un sostanziale equilibrio nella governance e il controllo di tutte le operazioni di natura straordinaria.
L’obiettivo è duplice: da una parte la strategia di ParmaReggio (che fa capo al gruppo Bonterre) di costruire la più importante realtà italiana del settore nelle due principali Dop (denominazione di origine protetta) italiane dei formaggi, il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, utilizzando la struttura logistica e commerciale di Agriform; dall’altra parte la cooperativa veneta apre ai suoi soci produttori le porte della filiera del Parmigiano Reggiano e renderà il centro logistico-distributivo Agriform di Verona il nuovo centro intermodale del gruppo.






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Spero cara Marwa che lei ed i suoi colleghi di partito non abbiate l'ardire e la presunzione di confondere il voto referendario con un plebiscito […]
Privilegi? Quali Privilegi, loro li chiamano diritti, anzi..."tiritti" secondo la nuova vulgata. Per i doveri e le riforme si rimanda alle prossime generazioni.
Esatto, il detto in questione ai miei tempi era usato contro coloro i quali si rendevano protagonisti di vaniloqui o, come nel caso del nostro
A prescindere dal fatto che la legge era scritta male e la possibilità di influenza politica dei magistrati poteva essere alta, rimane il fatto che […]
Agricoltura? Guardi che ci vuole testa, oltre che preparazione, come in ogni attività...e sicuramente più che in certe esternazioni pseudo politiche. Anzi, nel caso citato,